Mercoledì 23 Ottobre 2019
   
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Gesù nella sinagoga: “Oggi si è compiuta questa Scrittura”

pagina religione

 

Terza domenica del Tempo Ordinario. Prima Lettura (Ne 8,2-4.5-6.8-10). Esdra, sacerdote e scriba, legge la Parola di Dio davanti agli Ebrei, ritornati dall’esilio babilonese, ed essi l’accolgono con devoto raccoglimento e rendono grazie al Signore per questo dono immenso. Anche noi, durante la Liturgia della Parola, ci poniamo in ascolto della Parola: ma come l’ascoltiamo? In silenzio e raccoglimento o presi dalle mille distrazioni?

Seconda Lettura (1Cor 12,12-30). San Paolo continua a riflettere sul dono dei carismi e sottolinea che, così come tra le diverse membra del corpo vi è unità e armonia, allo stesso modo deve avvenire nella comunità dei credenti, dove ognuno deve mettere a disposizione dell’altro la propria vocazione, che diventa fondamentale per il bene di tutti. La molteplicità e la diversità non sono mai un ostacolo, ma una benedizione!

Vangelo (Lc 1,1-4; 4,14-21). Oggi il Vangelo si pone in continuità con la prima lettura: come Esdra aveva proclamato la Parola di Dio davanti al popolo, allo stesso modo Gesù si reca nella sinagoga di Nazareth e proclama un brano del profeta Isaia. E dopo aver chiuso il rotolo, ci consegna la sua omelia, tra le più brevi della storia: “Oggi questa Scrittura si è compiuta”. Ma come? Gesù, Parola del Padre, Verbo incarnato, ha così poche parole da dirci? Stiamo attenti a non basarci sulla quantità delle parole, ma analizziamone il “peso”. Le sue, infatti, sono parole importanti, che valgono più di mille annunci ampollosi e solenni: Gesù sta dicendo che in Lui si sono realizzate le attese del popolo; su di Lui il Signore ha mandato lo Spirito per portare il lieto annuncio ai poveri. Tre sono i verbi dell’oracolo di Isaia che Gesù assume nella sua persona: portare, proclamare, rimettere in libertà. E noi sappiamo che Cristo li metterà in pratica con la sua vita, non con lunghe prediche, fino alla Croce. Nella sinagoga di Nazareth ha inizio l’annuncio di salvezza: un annuncio fatto di gesti, di accoglienza, di misericordia, di tenerezza, di liberazione, che sa di vento, di futuro, di orizzonti sconfinati. Che sa di Cielo.

A cura di Piero Dell’Edera

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