“Tu sarai pescatore di uomini”. E la povertà diventa bellezza

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Quinta domenica del Tempo Ordinario. Prima Lettura (Is 6,1-2.3-8). Isaia ha una visione spettacolare: il Signore, seduto sul trono, è circondato dai Serafini (esseri di fuoco) che gridano con forza: “Santo, Santo, Santo! Il Signore degli eserciti”. Il profeta crede di morire, perché nessuno può vedere direttamente Jahvé in volto. Ecco perché il tempio si riempie di fumo. E in questo contesto si inserisce un gesto bellissimo: uno dei Serafini si avvicina al profeta e gli tocca le labbra con un carbone ardente. Ora Isaia può profetare! Ha visto il Signore, da cui riceve la missione dell’annuncio.

Seconda Lettura (1Cor 15,1-11). Anche San Paolo ci parla di annuncio: egli, infatti, dichiara che il Vangelo che egli testimonia, con la parola e con l’esempio, è anzitutto un dono che viene dall’alto. Annunciare Cristo diventa una priorità, ma è anche una missione seria: non si tratta di annunciare se stessi o le proprie idee, né si tratta di ‘piegare’ la Parola alle proprie esigenze. Al centro di tutto c’è solo il Signore, sorgente del nostro essere cristiani e discepoli.

Vangelo (Lc 5,1-11). Il Vangelo di oggi inizia con una notte infruttuosa per Simone e Andrea. Il lago di Gennèsaret non è stato molto generoso con loro; la fatica del pescare, infatti, non è stata ripagata. Ora non resta che ripulire le reti vuote e attendere la notte successiva. Ma, in questa vita fatta di routine e di delusione, irrompe il Maestro. E, notatelo bene, non sono né Simone, né Andrea ad avvicinarsi a lui. No, non fanno come la folla che gli fa ressa intorno. Loro non hanno tempo per ascoltare le parole di questo uomo forse un po’ esaltato: hanno da lavorare. È Cristo che si avvicina e si rivolge a Simone con una delicatezza stupenda: lo prega di scostarsi un po’ da terra per insegnare. È come se Gesù dicesse: “Hai una barca, hai delle reti, bene! Ripartiamo di qui! Prendi il largo e getta le reti per la pesca”. Che richiesta strana! Nessun pescatore si sognerebbe di pescare di giorno. Eppure Simone si fida e si lancia in questa avventura, e il risultato è stupefacente: le reti si riempiono di pesci; quasi esplodono per l’abbondanza del pescato. E qui il verbo al futuro: “Tu sarai pescatore di uomini”. Ma come, Signore? Io sono debole, fragile, non so parlare, la mia fede è fluttuante come le onde del mare…come posso essere pescatore di uomini? Amici, Cristo non cerca i perfetti, né i sapienti, né i prepotenti. Cerca uomini e donne capaci di fidarsi di Lui. Allora, con coraggio e generosità, mettiamo a disposizione del Signore ciò che siamo e che abbiamo. Egli trasformerà in bellezza le nostre povertà.

A cura di Piero Dell’Edera