Mercoledì 23 Ottobre 2019
   
Text Size

“Questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita”

pagina religione

 

Quarta domenica di Quaresima. Prima Lettura (Gs 5,9-12). Dio ha mantenuto le sue promesse: il popolo d’Israele è stato liberato dalla schiavitù d’Egitto e ora, finalmente, giunge nella terra di Canaan. Mosè ha ceduto il posto a Giosuè. È bellissimo notare che il popolo viva l’ingresso nella terra promessa celebrando la Pasqua, ossia facendo memoria di tutte le cose stupende che Dio aveva compiuto in suo favore.

Seconda Lettura (2 Cor 5,17-21). San Paolo sottolinea una verità fondamentale per tutti noi: inseriti in Cristo per mezzo del Battesimo, noi diventiamo nuove creature. Ecco perché, nella celebrazione del Battesimo ci è stata consegnata la veste bianca. Ma questo non basta: occorre vivere da “nuove creature”, respingendo il male e lasciandoci riconciliare con Dio. Saremo creature nuove se ci arrenderemo al Suo Amore che salva e perdona.

Vangelo (Lc 15,1-3.11-32). Il Vangelo di oggi ci presenta la nota parabola del Padre misericordioso, che qualcuno chiama anche “del figlio prodigo”. La storia di questo figlio scapestrato la conosciamo tutti; conosciamo la sua voglia di libertà, il suo desiderio di prendere per sé la parte di eredità che gli spetta per divertirsi un po’, ma sappiamo anche dove questa effimera libertà lo conduce: a cibarsi con le carrube destinate ai porci! Ed è in quel momento che rientra in sé e decide di tornare da suo padre. Notate una cosa: questo giovane non torna a casa perché nostalgico, ma perché affamato! E suo padre cosa fa? Lo accoglie a braccia aperte e gli prepara un ricco banchetto. Sì, al padre non importa il motivo per il quale suo figlio si era allontanato. Gli importa che suo figlio sia tornato a casa. Ecco: Dio fa così con noi. Dimentica i nostri peccati e ci dona sempre la sua grazia, perché “Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto diventeranno bianchi come neve, se fossero rossi come porpora diventeranno come lana” (Is 1.18). Ma c’è un altro personaggio: è il fratello maggiore, che non può tollerare l’atteggiamento misericordioso del padre e si rifiuta di prendere parte alla festa per il ritorno del figlio. Egli ragiona secondo i rigidi schemi della giustizia umana. Tante volte noi cristiani corriamo il rischio di somigliare al fratello maggiore della parabola: ci crediamo migliori degli altri, soltanto perché frequentiamo la parrocchia e andiamo a Messa. Bene, questa pagina evangelica ci invita ad ‘abbassare la cresta’ e ci ricorda che siamo bisognosi anche noi di quell’abbraccio tenero e rassicurante che è il perdono del Padre.

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI