Martedì 23 Luglio 2019
   
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“Cristo, mia speranza, è risorto. Esultiamo. Alleluia!”

pagina religione

 

Pasqua di Resurrezione. Prima Lettura (At 10,34.37-43). C’è una espressione che si ripete nella Prima Lettura di oggi: “Noi ne siamo testimoni”. Pietro racconta la vicenda terrena di Gesù, dal Battesimo fino alla Resurrezione, passando attraverso la Croce, e sottolinea come di quegli avvenimenti gli apostoli siano stati testimoni oculari. Ma su cosa si fonda la loro testimonianza? Su un compito che il Risorto gli ha affidato: “Annunciate”. Anche noi cristiani siamo testimoni delle grandi cose che il Signore compie nella nostra vita. Ma la nostra fede è contagiosa? Chiediamocelo.

Seconda Lettura (Col 3,1-4). San Paolo ci ricorda una cosa fondamentale: siamo figli di Dio e, come tali, siamo chiamati a risorgere con Lui. Per questo non possiamo vivere entro orizzonti ristretti e nemmeno possiamo essere schiavi delle nostre paure e fragilità. La Pasqua ci fa respirare aria fresca, ci mette nel cuore la novità del Risorto.

Vangelo (Gv 20,1-9). È un Vangelo “dinamico” quello che la Pasqua ci dona. Si apre, infatti, con il cammino di Maria di Magdala verso il sepolcro, un cammino lento, col cuore ancora affaticato per la tristezza, con gli occhi inumiditi per il pianto e con la mente ancora fissa al Golgota. Il sole già comincia a sorgere, ma nel suo cuore la novità della Resurrezione non è ancora giunta. E così, quando si trova dinanzi al sepolcro vuoto, pensa che qualcuno abbia trafugato il corpo del Signore. Non le resta che andare da Pietro e Giovanni e informarli del fatto. Anche i discepoli se ne stanno chiusi nel cenacolo. Hanno vivo ancora il ricordo e il “sapore” dell’Ultima Cena con il gesto sconvolgente della lavanda dei piedi. La notizia del sepolcro vuoto li porta a correre per verificare cosa sia accaduto. Non pensano minimamente alla Resurrezione. Hanno bisogno di vedere le bende lasciate per terra per comprendere. La Pasqua è tutta qui: è nel sepolcro vuoto, è nella corsa dei discepoli. Cosa spinge Maria, Giovanni e Pietro a correre? L’amore. S. Agostino dice: “Chi ama corre, e la corsa è tanto più alacre quanto più è profondo l’amore”. Lasciamo che Cristo ci metta le ali ai piedi: sarà il modo migliore per dire a tutti: è risorto! Alleluia!

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