Domenica 08 Dicembre 2019
   
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“Mio Signore e mio Dio”. E Gesù si rivela a Tommaso

pagina religione

 

Seconda domenica di Pasqua. Prima Lettura (At 5,12-16). Il brano degli Atti degli Apostoli ci presenta la vita delle prime comunità cristiane. Accanto ai prodigi che avvenivano per mezzo degli apostoli, emerge un aspetto bellissimo: l’aiuto reciproco, la carità disinteressata che contribuisce ad arricchire la comunità e supera lo sterile individualismo. Anche in questo modo si annuncia la Resurrezione.

Seconda Lettura (Ap 1,9-11.12-13.17-19). La seconda lettura di oggi è tratta dal libro dell’Apocalisse, parola greca che significa “Rivelazione”. San Giovanni racconta come ha ricevuto l’ispirazione per scrivere questo Libro. Il protagonista è ancora una volta lo Spirito Santo, che lo invita a raccontare le cose presenti e future.

Vangelo (Gv 20,19-31). Il Vangelo di oggi mette insieme due apparizioni del Risorto, entrambe avvenute la domenica. La prima avviene la sera di Pasqua e la seconda otto giorni dopo. Leggendo il brano colpisce subito una cosa: i discepoli se ne stanno a porte chiuse nel Cenacolo. È Pasqua, Gesù è risorto, ma i loro cuori sono impauriti perché fissi ancora sulla scena del Calvario. I discepoli hanno bisogno di uno scossone: il Risorto appare e fa loro dono dello Spirito Santo, forza per testimoniare la fede, luce contro le tenebre del cuore, amore che viene dall’alto. E, annota l’evangelista, la gioia riempie i loro cuori. Ma c’è un assente in questa scena: si tratta di Tommaso. Lui, a differenza degli altri discepoli, è uscito dal Cenacolo, non ha voluto rinchiudersi. Egli è un uomo coraggioso, che un giorno aveva detto: “Andiamo a morire con te, Maestro” (cfr. Gv 11,16). “Abbiamo visto il Signore”, gli dicono. E lui: “Se non vedo non credo”. Il suo è un atteggiamento positivo: Tommaso vuole vederci chiaro, vuole accostarsi al Signore. E Gesù non si scandalizza per i suoi dubbi, ma tende le sue mani, mostra il costato. In ogni Eucaristia noi ci raduniamo nel “Cenacolo” e abbiamo la possibilità di incontrare il Risorto nel segno della Parola e del Pane. Nonostante le nostre paure, i nostri dubbi e le nostre fragilità, Egli si accosta a noi, parla al nostro cuore e ci nutre col suo Corpo. Ci crediamo? Facciamo nostra la professione di Tommaso e riconosciamo il Risorto come nostro Signore e nostro Dio.

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