Domenica 08 Dicembre 2019
   
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“Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri”

pagina religione

 

Quinta domenica di Pasqua. Prima Lettura (At 14,21-27). La scena che il brano degli Atti degli Apostoli descrive è quella del ritorno degli annunciatori a Listra, Icònio e Antiòchia, città in cui avevano svolto la loro missione. Qui una riflessione si impone: essere missionari, portatori di una Chiesa “in uscita” - secondo l’espressione tanto cara a papa Francesco - non significa semplicemente partire verso terre lontane, ma implica anche la dimensione del “ritorno”, cioè della custodia di quelli che hanno già aderito a Cristo. Insomma, si è missionari anche a casa, in famiglia, sul posto di lavoro.

Seconda Lettura (Ap 21,1-5). Nella stupenda visione di Giovanni troviamo un’immagine molto significativa: la tenda. Già nel libro del Siràcide (cfr. Sir 24,1) si dice che Dio ha piantato la sua tenda in mezzo agli uomini, immagine che si fa plastica nel Verbo fattosi carne. Qui si afferma chiaramente che Dio “abiterà” con l’umanità, ponendo il suo domicilio nella nostra fragile storia.

Vangelo (Gv 13,31-35). Il breve brano evangelico di oggi è ricco di elementi che meritano la nostra attenzione. Partiamo dal contesto in cui si situa: siamo al Giovedì Santo, Gesù ha appena istituito l’Eucaristia, già all’orizzonte si staglia la Croce, Giuda ha meditato il tradimento. Ebbene, in questo contesto Egli dona un comandamento “nuovo”: amatevi gli uni gli altri come io vi ho amati. Letto così, tutto d’un fiato, stentiamo a coglierne la novità. In fondo, anche il libro del Deuteronomio invitava il pio israelita ad amare Dio con tutto il cuore, con tutta la mente e con tutte le forze (cfr Dt 6,3), ma qui notiamo qualcosa di diverso. Anzitutto, Gesù non dice di amarci “quanto” Lui ci ama, non basa il suo discorso sulla quantità come facciamo noi quando chiediamo: quanto mi vuoi bene? La motivazione è facile da comprendere: noi non siamo capaci di amare quanto Lui. Possiamo, tuttavia, sforzarci di amare “come” Lui. E come ci ama Gesù? Tutta la sua vita è un atto d’amore, dall’incarnazione alla Croce, passando per i gesti compiuti, la gente guarita, le persone a cui ha ridato dignità. Anche noi come cristiani dovremmo essere capaci di questo. Il “miracolo dell’amore” è accorgersi dell’altro, vincere l’indifferenza. Come ha fatto Lui.

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