Martedì 23 Luglio 2019
   
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“Se uno mi ama, osserverà la mia parola”

pagina religione

 

Sesta domenica di Pasqua. Prima Lettura (At 15,1-2.22-29). Al centro del brano di oggi c’è una discussione tra Paolo e Barnaba e alcuni giudei sul tema della circoncisione. Questi ultimi, infatti, sostengono che senza di essa non si possa giungere alla salvezza. La questione viene risolta attraverso l’invio di due uomini, Giuda e Sila. È importante notare un’espressione: “È parso bene allo Spirito Santo e a noi”. È lo Spirito che porta unità, che dona serenità e fa crescere la Chiesa.

Seconda Lettura (Ap 21,10-14.22-23). L’Apocalisse ci parla della Gerusalemme del Cielo e ne descrive la sua gloria, sottolineando come essa derivi da Dio. La città Santa, infatti, si lascia illuminare da Dio; da Lui riceve forza. Qui troviamo un insegnamento per noi, che col battesimo formiamo le “pietre vive” della Chiesa: impariamo a mettere al centro delle nostre scelte il Risorto e tutta la nostra vita riceverà luce e pienezza di significato.

Vangelo (Gv 14,23-29). Ancora una volta al centro del Vangelo troviamo un verbo: amare. Colpisce però il modo col quale Gesù porge le sue parole ai discepoli. Egli dice, infatti: “Se tu mi ami, osserverai la mia parola”. Non esprime un ordine, non usa l’imperativo, ma si affida alla nostra libertà. E, così facendo, manda all’aria i nostri schemi fondati sul fatto che solo osservando la sua Parola si può arrivare ad amare. No! Alla base dell’ascolto sincero c’è bisogno dell’amore, che non è soltanto un sentimento, un’emozione. L’amore che Egli ci chiede tiene insieme cuore e mente, corpo e anima. Tutto il nostro essere proteso nell’ascolto di quella Parola che dà vita. E poi, quasi a mettere un sigillo a queste parole bellissime, Gesù parla dello Spirito Santo e lo chiama in un modo straordinario: “Paràclito”, “Consolatore”. In questo nome della Terza Persona della Trinità c’è iscritta l’esperienza stessa del Cristo, mandato dal Padre a consolare tutti gli afflitti (cfr. Is 61) per farsi Amore che cammina, che agisce, che parla e che rende nuova la nostra esistenza.

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