Mercoledì 23 Settembre 2020
   
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“Lo Spirito prenderà del mio e ve lo annuncerà”

pagina religione

 

Santissima Trinità. Prima Lettura (Pr 8,22-31). Il bellissimo brano tratto dal Libro dei Proverbi ci parla della nascita della Sapienza, che Dio ha creato prima del mondo, affinché ci fosse armonia e bellezza nel creato. Guardando la natura - spesso violata dalla mancanza di rispetto dell’uomo - ciascuno di noi dovrebbe esclamare col salmo: “O Signore, quanto è mirabile il tuo nome su tutta la terra!” (cfr. salmo 8). Il termine stesso “Sapienza” viene dal latino “Sàpere”, e indica ciò che dà sapore, consistenza alle cose. Lasciarsi guidare dalla Sapienza dell’Altissimo significa, pertanto, trovare il vero senso della vita.

Seconda Lettura (Rm 5,1-5). San Paolo, scrivendo ai Romani, ricorda l’importanza della fede in Cristo, che rende capace ogni uomo di superare difficoltà e persecuzioni. Dalle tribolazioni nasce, infatti, la pazienza, e dalla pazienza la speranza, che è donata a ogni credente dallo Spirito Santo.

Vangelo (Gv 16,12-15). Il Vangelo di oggi non ci fornisce una trattazione teologica del dogma della Trinità, che è alla base della nostra fede, ma ci presenta il discorso che Gesù rivolge ai suoi discepoli prima di tornare a sedersi alla destra del Padre. Si tratta di parole dense di significato, tra le quali va sottolineata un’espressione: “Lo Spirito mi glorificherà. Prenderà del mio e ve lo annuncerà”. Credo che in queste parole ci sia l’annuncio del mistero della Trinità, perché in esse si trova espressa l’essenza di Dio: mettere in comunione, in circolo i doni. Un circolo in cui l’uomo è inserito. Allora comprendiamo che per essere glorificati dobbiamo essere capaci di mettere a disposizione dell’altro i doni ricevuti da Dio: idee, tempo, energia, amore, sorrisi. Solo nella comunione con il prossimo noi ci realizziamo veramente come uomini! Questo sogno di comunione contrasta con quello che accade attorno a noi. Quante chiusure! Quanta voglia di tenere tutto per sé! Quanta indisponibilità al dialogo! Tutto ciò spegne lo Spirito e spezza questa “catena d’amore” che ci unisce al Padre e al Figlio.

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