Mercoledì 23 Settembre 2020
   
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Corpus Domini. “Voi stessi date loro da mangiare”

pagina religione

 

Santissimo Corpo e Sangue di Cristo. Prima Lettura (Gen 14,18-20). Il brano che ci viene donato quest’oggi ci racconta il gesto compiuto dal sacerdote Melchìsedek, il quale offre a Dio pane e vino. Anche noi durante la celebrazione eucaristica portiamo all’altare il pane e il vino, segni della fatica e del lavoro dell’uomo: il Signore, nella sua infinita bontà, ce li restituisce trasformati nel Suo Corpo e nel suo Sangue. È il “misterioso scambio” che unisce terra e cielo.

Seconda Lettura (1Cor 11,23-26). San Paolo, scrivendo ai Corinzi, racconta l’istituzione dell’Eucaristia da parte di Gesù nella sera del Giovedì Santo. Due sono i verbi centrali in questo breve racconto: “fate” e “annunciate”. In ogni Messa “celebriamo il memoriale” e “annunciamo” la Passione, Morte e Resurrezione del Signore.

Vangelo (Lc 9,11-17). “Congeda la folla”, ognuno si arrangi come meglio può. Ecco cosa i discepoli suggeriscono a Gesù, dopo che ha parlato alla folla, dopo che ha riscaldato il loro cuore con la sua Parola di amore e di vita. In fondo, non è questa la sua missione? Non ha assolto il suo compito? Ma Gesù non può congedare a cuor leggero quelle persone. La sua missione, infatti, non è condensata solo in annunci fatti con le parole, per quanto nobili e belle, ma Egli è il Volto di Dio che dona il cibo alle sue creature (cfr. salmo 136 ). E così, il Maestro fa una richiesta strana ai suoi discepoli: “Voi stessi date loro da mangiare”. Ma come? Ci sono solo cinque pani e due pesci; cosa sono per tutte quelle persone? Con questa situazione di apparente illogicità e disparità ha inizio uno dei miracoli più belli di tutto il Vangelo, che noi ci ostiniamo ancora a chiamare “moltiplicazione dei pani e dei pesci”, perché non ci rendiamo conto - superficiali come siamo - che il gesto più eclatante è quello della divisione: il pane, benedetto e spezzato da Gesù, passa nelle mani dei discepoli e, finalmente, giunge alla folla. Viene a realizzarsi una catena d’amore che unisce il cielo e la terra, una catena in cui le mani del Figlio di Dio si incontrano con le mani dei discepoli. Don Tonino Bello diceva: “A chi sa fare la divisione, riesce bene la moltiplicazione”. Questo “miracolo del pane” ci aiuti ad essere capace di con-dividere quello che siamo e che abbiamo col prossimo.

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