Mercoledì 23 Settembre 2020
   
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“Sono perdonati i suoi molti peccati perché ha molto amato”

pagina religione

 

Undicesima domenica del Temo Ordinario. Prima Lettura (2Sam 12,7-10.13). Il re Davide si macchia di una grave reato: commette adulterio con la moglie di un suo generale, Uria l’Ittita. Non riuscendo a farlo apparire come il padre del figlio che stava per nascere, si vede costretto a toglierlo di mezzo, esponendolo a un’operazione rischiosa durante una battaglia. Il Signore, per mezzo del profeta Natan, condanna il peccato di Davide. Tuttavia, dinanzi al pentimento sincero del sovrano, gli accorda il perdono. Davvero eterna è la misericordia del Signore!

Seconda Lettura (Gal 2,16.19-21). San Paolo, nel raccontare la sua vita e la sua conversione, usa una espressione bellissima: “Per me vivere è Cristo”. Tali parole indicano come al centro dell’esperienza di fede e di vita dell’Apostolo ci sia ormai solo il Signore. È solo in funzione di Lui che egli vive ed è capace di affrontare con serenità le difficoltà dell’evangelizzazione.

Vangelo (Lc 7.36-8,3). Ci sembra di immaginare la scena che il Vangelo di oggi ci dona: Gesù è invitato a casa di Simone il fariseo, attorniato da gente per bene, scrupolosa osservante della Legge e dei suoi precetti. E poi, l’imprevisto: una donna, la “peccatrice” - notate come non si faccia il nome. Probabilmente perché a furia di chiamarla così, era stato dimenticato da tutti - ha il coraggio di avvicinarsi al Rabbì e di compiere dei gesti sconvenienti, più da talamo nuziale: gli bagna i piedi con le lacrime, li cosparge con un profumo prezioso e li asciuga con i suoi capelli. Che scandalo! E il Maestro, che sa leggere nei cuori dell’uomo, che fa? Anziché respingere una donna come quella, la lascia fare. Perché? Perché il Signore guarda il cuore e sa leggere nelle lacrime di quella donna un moto del cuore che è impegno a cambiare. Cosa ci insegna questa pagina? Che siamo tutti peccatori come quella donna. Abbiamo le nostre debolezze, le nostre incostanze, i nostri scheletri nell’armadio. Smettiamola di crederci migliori degli altri solo perché andiamo a Messa o frequentiamo la parrocchia! Poniamoci anche noi ai piedi del Signore, con semplicità, come ha fatto lei. La nostra vita avrà il sapore dell’autenticità.

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