Mercoledì 23 Settembre 2020
   
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“Ti seguirò dovunque tu vada”. Gesù non cerca supereroi

pagina religione

 

Tredicesima domenica del Tempo Ordinario. Prima Lettura (1 Re 19,16.19-21). C’è un atteggiamento che colpisce nell’episodio che la Prima Lettura oggi ci dona: non appena Elia gli passa accanto e getta il suo mantello addosso a lui, Eliseo lascia tutto e si mette al servizio del profeta. Ha solo il tempo di congedarsi dai suoi.

Seconda Lettura (Gal 5,1.13-18).San Paolo ci ricorda una cosa fondamentale: siamo chiamati alla libertà. Il Battesimo, infatti, ci ha liberati dalla “schiavitù” del peccato e ci ha rivestiti di Cristo. Ma in cosa consiste questa libertà? Non nell’assecondare i desideri della “carne”, ossia cattiverie e maldicenze, ma nel lasciarsi guidare dallo Spirito, che dona la pace e la gioia. E la più grande gioia è riassunta in un comandamento: amare Dio e il prossimo come se stessi.

Vangelo (Lc 9,51-62). È un Vangelo “on the road” (sulla strada) quello che la liturgia odierna ci dona. Sulla strada verso Gerusalemme troviamo, infatti, tre brevi icone su come seguire Gesù. La prima icona ce la offre un tale che con slancio fortissimo dice al Rabbì che passa: “Ti seguirò dovunque tu andrai”. Che parole degne di una dichiarazione d’amore! E Gesù cosa risponde: il Figlio dell’Uomo non ha neppure un masso sul quale posare il capo. Non è ricco di cose, ma seguirlo dona la vera ricchezza: la sua Parola, volti, persone. Il secondo riceve un invito diretto: “Seguimi!”. E lui accetta, ma solo dopo aver seppellito suo padre. Una richiesta legittima, che però vede la dura risposta del Signore: “Lascia che i morti seppelliscano i morti”. Che parole inaccettabili, che però sottintendono una cosa: il Vangelo è Parola di vita eterna. Aggrapparsi a Cristo dona la vita senza fine. Infine, la terza icona: “Ti seguirò, ma prima lascia che mi congedi da quelli di casa”. Si tratta di una richiesta naturale, delicata. Eppure Gesù ha parole di fuoco anche per questo giovane: “Nessuno che pone mano all’aratro e poi si volge indietro è adatto per il Regno dei cieli”. E allora, chi è degno? Chi non sbaglia mai? Chi non ha mai tentennamenti? No! Gesù non cerca supereroi, anche perché i dodici - che pure hanno lasciato tutto per seguirlo - si tireranno indietro dinanzi allo scandalo della Croce. Egli cerca gente disposta a ripetere ogni giorno il suo “sì”; gente capace di porsi dinanzi a Lui con le sue fragilità perché siano trasformate in forza; capace di dire ogni giorno: “Sei tu, Signore, l’unico mio bene”.

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