Mercoledì 23 Settembre 2020
   
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Il miracolo della guarigione: “La tua fede ti ha salvato”

pagina religione

 

Ventottesima Domenica del Tempo Ordinario. Prima Lettura (2Re 5,14-17). Al centro del brano c’è la vicenda di Naaman, un generale degli aramei che diventa lebbroso. Egli si rivolge ad Eliseo per chiedergli di essere guarito e il profeta gli suggerisce di bagnarsi nel fiume Giordano per sette volte. Naaman si sente offeso da questa richiesta, tuttavia accetta e la guarigione avviene. A questo punto al generale non resta che riconoscere che “Non c’è Dio su tutta la terra se non in Israele”, cioè che il Signore è il Dio di tutta la terra.

Seconda Lettura (2Tm 2,8-13). San Paolo parla dell’importanza dell’annuncio del Vangelo, che diventa per lui lo scopo fondamentale della vita. Per il Vangelo egli è disposto anche a soffrire, certo che l’adesione a Cristo, discendente di Davide e Figlio di Dio risorto dai morti, è l’unica cosa che conta.

Vangelo (Lc 17,11-19). Dieci lebbrosi sono i protagonisti del Vangelo di oggi: nove giudei e un samaritano. Questa strana sottolineatura - sappiamo che i giudei e i samaritani non andavano molto d’accordo - è indice dell’universalità del dolore. La sofferenza li ha uniti e li ha portati a gridare: “Abbi pietà di noi!” al Signore che passava. E Gesù, subito, ascolta il loro grido e li invita a presentarsi dal sacerdote per la purificazione. Ma mentre camminano avviene la guarigione. Potremmo dire che essa avviene sui passi della fede. Fin qui tutto regolare. Ma c’è un elemento che non deve sfuggirci: soltanto uno di questi uomini, il samaritano, torna da Gesù per rendergli grazie. Gli altri si dimenticano di lui: hanno ottenuto quel che volevano e tornano tranquillamente alla vita di tutti i giorni. Quante volte capita anche noi di pregare, invocare, versare sul Signore tutti i nostri dolori, per poi dimenticarci di lui quando tutto torna alla normalità? Impariamo a dire “Grazie” per ogni cosa che ci accade, nella gioia e nel dolore, quando il sole illumina le nostre giornate e anche quando qualche ombra offusca la nostra vita. Il Signore sarà la nostra forza e noi, con la nostra vita, gli diremo: so che sei qui.

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