Mercoledì 23 Settembre 2020
   
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“Oggi per questa casa è venuta la salvezza”

pagina religione

 

Trentunesima Domenica del Tempo Ordinario. Prima Lettura (Sap 11,22-12,2). Apparentemente il testo meraviglioso che la Liturgia ci dona quest’oggi nella Prima Lettura contiene una contraddizione di termini: da una parte, infatti, ci presenta il Signore come l’onnipotente, e dall’altra come il misericordioso. Nella nostra cultura chi è troppo buono con l’altro è considerato stupido, ma questo ovviamente non vale per Dio! Egli ama tutto ciò che ha creato e per questo va alla ricerca di chi sbaglia. Il suo atteggiamento verso il peccatore è quello del padre che ammonisce a fin di bene.

Seconda Lettura (2Ts 1,11-2,2). San Paolo mette in guarda i cristiani di Tessalonica dal disimpegno morale e sociale che li aveva contraddistinti, dal momento che credevano ormai imminente il ritorno del Signore alla fine dei tempi. Queste parole trovano un’attualità straordinaria anche per noi: come credenti, come discepoli del Cristo non possiamo vivere nell’indifferenza! L’impegno per una società migliore, a vantaggio del prossimo, deve essere al centro della nostra esperienza di fede.

Vangelo (Lc 19,1-10). Un meraviglioso Vangelo dell’incontro ci viene donato quest’oggi. Troviamo Zaccheo, un uomo piccolo di statura ma con un desiderio grande: vedere Gesù. È un uomo tenace, che non si abbatte dinanzi alle difficoltà, ma le affronta. E così, per superare la folla strabocchevole che faceva ressa attorno al Maestro, sale su un sicomoro. Ma qui avviene un capovolgimento di scena assolutamente degno di nota: Gesù alza lo sguardo e incrocia gli occhi di Zaccheo. Capite? È Lui a cercare l’uomo; è Lui a dire, prima con gli occhi e poi con le parole, che ha bisogno di quell’uomo basso di statura, malvisto da tutti. E le parole che gli rivolge sono sensazionali: “Devo fermarmi a casa tua”. Se Gesù avesse detto: “Zaccheo, ti conosco bene, so che hai rubato. Vuoi che venga a casa tua? Restituisci quello che devi…”, probabilmente non sarebbe successo nulla! Invece è lo sguardo di Gesù, unito a quel “devo” che cambia la vita dell’uomo. Il resto del racconto si gioca su tre verbi importanti: scese in fretta (è la stressa fretta carica d’amore con la quale Maria andò da sua cugina Elisabetta) e lo accolse pieno di gioia. L’esperienza di Zaccheo possiamo viverla anche noi nel quotidiano nella nostra vita: accogliamo lo sguardo del Signore che passa, lasciamoci riscaldare il cuore dalla sua Parola sempre nuova e lasciamo che entri, come pellegrino nella nostra vita. Ecco: Egli sta alla nostra porta e bussa. Se gli apriremo il cuore, Egli entrerà, cenerà con noi. Noi saremo suoi e Lui sarà il nostro Dio (cfr Ap 3,20).

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