Giovedì 24 Maggio 2012
   
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VI RACCONTO LA STORIA DI “ CICCIO IL SAGRESTANO "

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“ CICCIO IL SAGRESTANO ”

La figura laica  del sagrestano in una parrocchia ha rappresentato sempre qualcosa di speciale ma soprattutto originale.

Quelle che vi dico ora sono le gesta di un brav’uomo semplice che faceva il sagrestano nella chiesa madre in Noicàttaro.

Francesco Didonna fu Gaetano (1868-1951) meglio conosciuto in paese come “Ciccio il sagrestano” un personaggio di stampo antico, di media statura.

Con due vistosi orecchini d’oro (cerchietti) portati vezzosamente ai lobi delle orecchie.

D’inverno portava sempre in testa uno zuccone di lana a causa della sua non giovane età, il gilè e l’inseparabile orologio Roskof nel taschino, cui era collegata la immancabile catenina d’argento, vanto dell’abbigliamento maschile dei tempi andati.

D’estate se ne stava seduto fuori su una vecchia sedia col fondo in paglia al lato dell’ingresso della chiesa, in attesa di tirar fuori dal taschino del gilè il suo perfetto Roskof  per controllare l’ora del suono delle campane suonate dal piccolo vano di accesso al campanile, dove pendeva la base di tutte le corde.

Allora nei paesi le figure del farmacista, dell’arciprete, del maresciallo dei carabinieri erano personaggi che godevano di notorietà sia nel bene e nel male agli sguardi della gente.

Anche la figura del sagrestano della chiesa madre si ritagliava il suo pezzo di importanza. E’ questo Ciccio Didonna sicuramente lo è stato.

Si faceva a gara a sedersi a fianco a lui  sul marciapiede intorno a Ciccio per ascoltare i suoi racconti di vita da sagrestano e si buttava addirittura il tocco tra i tanti presenti per chi andasse per primo a suonare le campane della Chiesa all’ora stabilita!

Storie dei tempi che furono...

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