Inizia l’Avvento. “Vegliate, per essere pronti al Suo arrivo”

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Prima Domenica di Avvento. Prima Lettura (Is 2,1-5). Il profeta Isaia annuncia a Gerusalemme la venuta del Regno di Dio attraverso l’immagine di un grande raduno, al quale tutti i popoli della terra sono invitati a partecipare. Il Signore farà a tutti dono della sua Legge e della sua Parola. Con la forza di questo grande dono, l’umanità conoscerà la pace.

Seconda Lettura (Rm 13,11-14). San Paolo, scrivendo ai Romani, ricorda che Gesù Cristo tornerà alla fine dei tempi e sarà per tutti come un “sole che sorge”. Per accogliere la Luce del Signore è necessario cambiare vita e rinunciare a quegli atteggiamenti che ci fanno essere “uomini delle tenebre”, come l’eccessivo attaccamento alle ricchezze, le gelosie e le invidie.

Vangelo (Mt 24,37-44). Iniziamo il cammino dell’Avvento, parola latina che indica il “tendere verso…”, il “camminare in direzione di qualcosa o qualcuno”. È un tempo prezioso quello che ci viene donato, perché ci invita a levare lo sguardo oltre il grigio della nostra opaca quotidianità, per accorgerci del Signore che continuamente bussa alla porta della nostra vita. Il Vangelo di questa domenica potremmo definirlo il “Vangelo dell’accorgersi”. Gesù è chiaro su questo punto, quando fa riferimento “ai giorni di Noè, che precedettero il diluvio”. Cosa facevano gli uomini? Nulla di male: mangiavano e bevevano, prendevano moglie e marito. Eppure, chini e chiusi in una quotidianità asfissiante, erano incapaci di avvertire la novità che stava per travolgerli. E così noi: viviamo - spesso vivacchiamo - senza accorgerci dell’altro, senza interessarci della sorte di chi geme e soffre non troppo distante da noi. Questo significa vivere nella superficialità! Ma così non si può incontrare il Signore, che ci sfiora l’anima come una brezza leggera e ci tocca il cuore come una melodia dolcissima. E allora come dobbiamo vivere non solo l’Avvento ma tutta la nostra vita? Come i “desiderantes” di cui ci parla Giulio Cesare nel “De Bello Gallico”: ossia come quei soldati che attendevano tutta la notte sotto le stelle il ritorno dei loro compagni dal campo di battaglia. Concludiamo con le parole di don Tonino Bello: “Mi viene da pensare che anche in cielo oggi comincia l’Avvento, il periodo dell’attesa. Qui sulla terra è l’uomo che attende il ritorno del Signore, lassù nel cielo è il Signore che attende il ritorno dell’uomo”.