Domenica 21 Luglio 2019
   
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Seconda domenica d’Avvento. “Preparate la via al Signore”

pagina religione

 

Seconda Domenica di Avvento. Prima Lettura (Is 11,1-10). Il profeta Isaia parla della venuta del Salvatore e dice che Egli è l’erede di una dinastia gloriosa. È il Messia, sul quale si poserà lo Spirito del Signore. La Sua venuta nel mondo porterà giustizia e pace nel creato e in ogni uomo. Cristo è il “germoglio di Iesse”, cioè il discendente del re Davide.

Seconda Lettura (Rm 15,4-9). San Paolo ci invita a tenere viva la speranza nella venuta del Signore attraverso l’ascolto della Sua Parola. In essa, infatti, troviamo l’invito a seguire l’esempio di Gesù, che ha dato la sua vita per salvarci. Anche noi dobbiamo imitare questo stile di vita, accogliendo e amando tutti gli uomini.

Vangelo (Mt 3,1-12). Oggi siamo invitati ad ascoltare la parola di Giovanni il Battista, il “precursore”, colui che ha “preparato la strada al Signore che viene”. Le sue parole trovano il centro in un’espressione: “Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!”. È la stessa espressione che Gesù utilizzerà all’inizio della sua predicazione. E qui troviamo già la prima buona notizia: Dio è vicino e il profeta ne intuisce la Presenza nelle trame oscure della storia. Se non riusciamo ad avvertirla anche noi, non è perché Egli si diverte a giocare a nascondino come un bimbo dispettoso, ma - probabilmente - è perché i nostri occhi non sono ancora pronti a scrutarlo. Ma le buone notizie non finiscono qui: perché bisogna convertirsi? Perché la nostra vita cambi. Ecco, allora: quel grido nel deserto rappresenta per noi un’opportunità. È un invito a cambiare modo di pensare, di agire, di vivere. La conversione non è semplicemente “fare dei ritocchi” alla nostra vita di fede, rinunciando a qualche cosa ma significa lasciare che il Signore entri nella nostra vita e la cambi, affinché possiamo ripetere quell’espressione meravigliosa dei discepoli di Emmaus: “Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi?” (Cfr. Lc 24,32). La conversione deve portare frutti buoni. Diceva Sören Kierkegaard: “Dio crea dal nulla. Dirai: è cosa mirabile. Certo, ma egli fa una cosa ancor più mirabile: dai peccatori crea dei Santi”.

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