Giovedì 18 Luglio 2019
   
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E disse loro: “Seguitemi, vi farò pescatori di uomini…”

pagina religione

 

Terza Domenica del Tempo Ordinario. Prima Lettura (Is 8,23-9,3). L’oracolo del profeta Isaia rappresenta un invito alla speranza per Israele, oppresso dalla dominazione straniera: essa sarà vinta, con una forza pari a quella usata per “spezzare il giogo”, ossia un peso insopportabile che grava sulle spalle del popolo. Da questo deriva la gioia, che il profeta simboleggia attraverso l’immagine della “grande luce”.

Seconda Lettura (1Cor 1,10-13.17). San Paolo oggi ci racconta uno dei problemi che agita la comunità di Corinto: la divisione dei cristiani in gruppetti, ciascuno dei quali si riferisce a uno dei predicatori che hanno svolto in essa la loro opera. A questa situazione l’Apostolo risponde con tre domande retoriche: “È stato forse diviso il Cristo?”, “Paolo è stato forse crocifisso per voi?”, “Siete stati battezzati nel nome di Paolo?”. Così come non può essere diviso il Cristo, allo stesso modo non possono e non devono esserlo i suoi seguaci. La salvezza, infatti, viene da Gesù e non da chi annuncia il suo Vangelo!

Vangelo (Mt 4,12-23). Il Vangelo di oggi si apre con una notizia non molto rassicurante: Giovanni Battista, che domenica scorsa aveva indicato Gesù come “l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo” è stato arrestato. Questo, anziché spingere Gesù alla prudenza, dà l’avvio alla sua missione, che si condensa in un verbo: “Convertitevi!”. Un verbo che tante volte ascoltiamo (anche il Mercoledì delle Ceneri risuona sulle labbra del celebrante, mentre impone la cenere sul nostro capo) ma che abbiamo bisogno di comprendere bene. Cosa significa, dunque, convertirsi? Viene dal verbo greco “metanoèo” che significa: “cambiare il proprio pensiero”. Ciò che Gesù propone è un radicale mutamento del nostro modo di “leggere” la nostra vita, la nostra storia e anche il rapporto con gli altri. Il suo contatto con noi, il suo ingresso nel tempo, lascia un segno indelebile: Egli passa, vede quattro giovani intenti a rassettare le reti e li chiama. Da quel momento la loro vita non sarà più la stessa. Per uno di loro, Simone, il cambiamento del nome in Pietro sarà indicativo della missione che quello strano Maestro vorrà affidargli. La bella notizia è questa, amici miei: noi crediamo in un Dio che, rivelandosi, svela anche il nostro essere. E questo dovrebbe farci traboccare di gioia!

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