Sabato 19 Ottobre 2019
   
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L’invito di Gesù: “Siate sale della terra e luce del mondo”

pagina religione

 

Quinta Domenica del Tempo Ordinario. Prima Lettura (Is 58,7-10). Meraviglioso è ascoltare le parole del profeta Isaia! Quanta luce e bellezza sono in grado di donarci! Ci suggeriscono con estrema semplicità e chiarezza la via per essere “luce” nella società in cui viviamo, in mezzo alla gente che ci passa accanto. E come si fa ad essere “luce”? I verbi che Isaia ci suggerisce sono: accogliere, non giudicare (non spettegolare, diremmo). Sono i verbi dell’essenzialità della vita, che è fatta di inclusione e non di discriminazioni; di aiuto concreto e non di tante parole vuote.

Seconda Lettura (1Cor 2,1-5). San Paolo rilegge la sua missione di annuncio del Vangelo alla comunità di Corinto alla luce della sapienza che viene dall’alto. Egli, infatti, non è ricorso alle sue doti persuasive per svolgere il compito affidatogli, non ha fatto sfoggio della sua cultura, ma ha lasciato che fosse lo Spirito stesso a convincere i suoi ascoltatori ad accogliere il nucleo centrale della nostra fede: Cristo crocifisso e risorto. La fede cristiana non è una filosofia ma è incontro personale con Colui che cambia la nostra esistenza.

Vangelo (Mt 5,13-16). È una pagina luminosa quella che ascoltiamo oggi. Non si limita ad affermare che Dio è luce (cfr. 1Gv 1,5) ma con forza annuncia: voi siete luce. “Essere luce” è la più bella definizione che si possa dare dell’uomo. Essa si accompagna a tante immagini: luce degli occhi, luce della mente, luce del cuore. Sì, vanno tutte benissimo! Ma Gesù non vuole insegnarci una teoria. Vuole dirci in cosa concretamente consiste il nostro essere “luce”. Anzitutto è bene notare una cosa: Cristo non usa il singolare. Non dice: “Tu sei luce”, ma usa il “voi”. Questo ci fa comprendere che quando il nostro “io” si incontra con il “tu” nasce una comunione d’amore che genera luce. La luce, pertanto, va ricercata nei legami con gli altri. Seconda considerazione: Gesù dice che la luce ha senso se è posta sul candelabro perché illumini la casa. E come si fa a concretizzare questo invito? La risposta ce l’ha data Isaia nella Prima Lettura: spezza il tuo pane, introduci in casa lo straniero, vesti chi è nudo. Allora la tua luce sorgerà come l’aurora (Is 58,10). Notiamo un incalzare di azioni, non solo parole. Guarisci gli altri e guarirai; illumina gli altri e ti illuminerai! L’altra immagine del Vangelo odierno: “Voi siete il sale”. Il sale dà sapore alla nostra vita. Un sapore particolare e unico: quello di Cristo. Ciò accade quando lasciamo che Lui - come il sale nella minestra - sia disciolto in noi perché ci cambi nel profondo. Al punto che, come Paolo, potremo dire: “Io so a chi ho dato la mia fiducia” (2Tm 1,1-3).

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