FINALMENTE E' SUCCESSO QUALCOSA!

BICCHIERE

Finalmente è successo qualcosa! 

Qualcosa che smuove le nostre coscienze
e che allo stesso tempo ravviva quella brutale sete di violenza che
in fondo ci appartiene. Finalmente.

Cominciavamo ad annoiarci di tanti
astrattismi nella lotta politica, e un po' di sangue ha avvicinato al nostro
umano sentire la classe degli dei.

Ma, dato che ogni fatto, qui nel mondo, deve
essere interpretato secondo le leggi esegetiche di molteplici "strutture di
verità", ci accorgiamo miracolosamente che non è accaduto un solo fatto, ma
dieci, cento, mille.

L'aggressore. Per qualcuno un eroe, per altri un
comunista, per altri un pazzo, per altri ancora un pazzo comunista.

La sinistra facilona ha sogghignato e stragoduto all'immagine di un Silvio sdentato e
malconcio. Quel che la rende davvero ingenua è il suo inconsapevole darsi la
zappa sui piedi. E così la sua sottile ironia s'è trasformata in una ghiotta
occasione per dare adito al processo di divinizzazione del Silvio-Cristo, in
ascesa sul trono-crocifisso di una dorata neo-indiscutibilità.

La destra facilona ha mal pensato di dare all'accaduto un sapore vagamente politico. E di
qui i vari tam tam mediatici e virtuali tra cui spicca la proposta di lanciare
vibratori in faccia alla Bindi. Se avesse scelto la tattica del silenzio
avrebbe certamente dato più spazio alle meccaniche della mitologia. Ingenua
anche lei.

"Menomale che c'è Silvio", però, che dal canto suo, da ottimo
comunicatore, ha esibito la faccia in quel gesto di disperato narcisismo,
lanciando al telespettatore-elettore la giusta provocazione e un senso di
vergogna collettiva, tanto utili a ripristinare il consenso emotivo nei
confronti dell'uomo-politico che perdeva colpi. E ora dispensa messaggi
d'amore, a una settimana o poco più da una certa ricorrenza. Strano.

Ci sono, poi, i perbenisti anonimi. appartengono a una classe che, qui in Italia,
possiede una millenaria egemonia culturale e coinvolge tutti, indistintamente.
I perbenisti si sono detti sconcertati da questo vile atto di inciviltà, ma
forse hanno commesso la più grave ingenuità.

Non si sono accorti che il vero dramma, in tutto ciò, non sono i due giorni d'ospedale
del premier, ma tutti
gli anni di abbandono sociale di un disperato, esiliato dal mondo, che l'altro
ieri si trovava per le strade di Milano.