Pronta una Delibera di Consiglio per difendere l’acqua pubblica

Noicattaro. Consiglieri maggioranza 5 Stelle front

 

Le amministrazioni comunali pugliesi del Movimento 5 Stelle difendono l’acqua pubblica e sono pronte a sollecitare la Regione Puglia a trasformare l’Acquedotto Pugliese in un’Azienda Speciale, trasformazione che blinderebbe A.Q.P. da qualsiasi scalata dei privati, nel rispetto della volontà popolare emersa con il referendum del 2011. Il tutto attraverso l’approvazione di opportuna Delibera di Consiglio Comunale, partita dal capogruppo di maggioranza Maria Rosa Debellis, in rete con altri Comuni. “La Regione Puglia intende privatizzare il servizio e questo non è assolutamente accettabile”, afferma il capogruppo. “Difendiamo l’acqua pubblica poiché è un bene comune e, come tale, rappresenta un diritto incontroverso di ognuno di noi; diritto sancito tra l’altro dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani”.

Già depositata in 21 Comuni pugliesi, la Delibera di cui sopra propone innanzitutto di riconoscere il Diritto umano all’acqua, ossia l’accesso all’acqua come diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell’acqua come bene comune pubblico. “Se non saranno fatti i passaggi necessari per garantire una gestione pubblica, si dovrà svolgere una gara aperta anche ai privati. Potrebbe quindi essere violato il volere espresso dal popolo italiano in un referendum”, chiosa al riguardo il capogruppo Debellis. La stessa delibera intende poi confermare il principio della proprietà e gestione pubblica del Servizio Idrico Integrato affermando che tutte le acque, superficiali e sotterranee, anche se non estratte dal sottosuolo, sono pubbliche e costituiscono una risorsa da utilizzare secondo criteri di solidarietà. La delibera propone inoltre di riconoscere il Servizio Idrico Integrato come Servizio pubblico locale, impegnando allo scopo la Giunta ed il sindaco a sollecitare la Regione Puglia ad operare la trasformazione di A.Q.P. S.p.A. in Azienda Speciale anteriormente alla scadenza della concessione.

Come annunciato in conferenza stampa dai consiglieri regionali del M5S, la trasformazione deve avvenire in tempo utile affinché l’Autorità Idrica Pugliese (A.I.P.) sia messa nelle condizioni di affidare il Servizio Idrico Integrato a questo ente di diritto pubblico a cui i Comuni sarebbero disponibili ad aderire, tramite apposita Convenzione. Il Presidente del Consiglio Nicola Di Pinto informa che la concessione affidata all’A.Q.P. dall’Autorità Idrica Pugliese scade a fine 2018; quello attuale rappresenta dunque il momento giusto per far avvenire l’auspicata trasformazione.

Qualche anno addietro, la regione Puglia ha approvato una legge volta a far passare la gestione dell’Acquedotto Pugliese ai Comuni. La legge prodotta però è stata giudicata incostituzionale dalla Consulta, che ha rimarcato le varie incongruenze giuridiche in essa contenute. La proposta dei consiglieri regionali del M5S, condivisa nei tavoli dei Comitati per l’Acqua Bene Comune, non è viceversa incostituzionale in quanto permette la trasformazione dell’A.Q.P. da S.p.A. ad Azienda Speciale dove i Comuni hanno comunque le loro quote. “I Comuni non in grado di gestire direttamente il servizio, possiedono delle quote, prendono delle decisioni, ma non hanno delle ricadute prettamente finanziarie”. Il motivo per cui i Comuni devono avere le loro quote, specifica il Presidente del Consiglio, sta nel fatto che l’acqua deve rimanere un bene pubblico, come del resto emerso nel Referendum del 2011 dove gli italiani hanno votato affinché sulla stessa acqua non ci debba essere un profitto. A tal proposito, la delibera specifica quanto segue: “Nell’odierno quadro normativo nazionale e regionale, quest’azione che suggeriamo alla Regione Puglia è l’unica possibilità che esiste per realizzare la volontà popolare emersa con il Referendum del 2011 e lo dimostra il fatto stesso che anche il Comitato pugliese Acqua Bene Comune, promotore di quel Referendum, attraverso i suoi tecnici, invita il governatore Emiliano a trasformare A.Q.P. in Azienda Speciale”.

“Se la politica non vuole ascoltare l’esito di tale Referendum e dunque i cittadini - prosegue Di Pinto - che ascolti almeno quanto afferma Papa Francesco, secondo il quale sull’acqua si potrebbero scatenare guerre future, motivo per il quale il bene acqua deve essere tutelato prestando attenzione a non farlo finire in mano ai privati”.

Tale mozione sarà portata in Consiglio Comunale, conclude Di Pinto, essendo inoltre stata presentata in altri 21 Comuni della Puglia, con i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle Puglia pronti ad inviare in allegato la proposta di Delibera a tutti i sindaci della Puglia in modo da avere un’azione ancor più incisiva delle comunità locali in termini di sensibilizzazione sulla questione.


[da La Voce del Paese del 25 Novembre]