Rocco Pignataro: “A Noicattaro si disamministra, altro che...”

Noicattaro. Consigliere Rocco Pignataro front

 

Il consigliere di minoranza dott. Rocco Pignataro disquisisce su talune problematiche. Di seguito le sue dichiarazioni.

Con determina dirigenziale 279 del 27 Ottobre 2017 è stato approvato il bando di gara per l’adeguamento dei parchi giochi comunali alle esigenze dei bambini con disabilità…

Le domande di finanziamento scadevano il 20 Novembre 2017; la richiesta non è tuttavia stata presentata in tempo utile dal nostro Comune. Noicattaro è fuori dal finanziamento in oggetto che, a mio parere, sarebbe stato utile e necessario. Assieme ad altri consiglieri, sul punto ho presentato l’interrogazione a mia prima firma. Dal sindaco e dalla Giunta mi sarei aspettato un’ammissione di responsabilità. Al contrario, anziché giustificarsi e scusarsi, nella sua diretta video il sindaco, che confonde amministrare con recitare, ha cercato di incantare i cittadini affermando che loro sono oberati di lavoro e di star cercando di ottenere un finanziamento di tre milioni di euro assieme ad altri Comuni. Ha cioè spostato l’asticella in un prossimo futuro. Al sindaco e alla Giunta vorrei dire che noi viviamo ora e adesso, ed è dunque necessario spiegare perché si è perso questo importantissimo finanziamento. Nel suo eloquio, il primo cittadino si è dato la zappa sui piedi: perché si è atteso l’ultimo giorno, come dice lui, per presentare la richiesta di cui sopra? A Roma qualcuno non sa leggere le e-mail, a Noicattaro qualcuno non sa far funzionare la P.E.C.. La sostanza è che non si amministra, ma si disamministra. Se sono oberati di lavoro, tanto da essere costretti a presentare la richiesta in questione solo nel corso dell’ultimo giorno, mi pare di capire che, evidentemente, per questa amministrazione i drammi della disabilità vengono messi all’ultimo posto.

Si sono persi altri finanziamenti?

Si sono persi importanti finanziamenti regionali con i quali si sarebbero potuti effettuare in via d’urgenza interventi ordinari e straordinari di pulizia e rimozione dei rifiuti che si accumulano sui cigli delle strade, soprattutto a vocazione turistica, a scorrimento turistico. Soldi con cui si poteva potenziare il servizio.

Parliamo dei Dehors, nello specifico delle tasse che dovrebbero pagare gli esercenti per l’occupazione di suolo pubblico…

In Consiglio Comunale il salvataggio è stato operato dalle opposizioni. Le tasse sono state diminuite grazie appunto all’intervento delle opposizioni e, in particolare, diamone atto, al consigliere Ciavarella. Il consigliere ha sollevato il problema, abbiamo interrotto il Consiglio, si sono appartati, hanno presentato un loro emendamento nato dall’opposizione, rifiutando di votarlo insieme a noi. Mi pare un gioco delle tre carte; non ci hanno nemmeno riconosciuto un ruolo di opposizione costruttiva. I cittadini sapranno valutare.

Confida ancora nel dialogo con la maggioranza?

Essendo di matrice democristiana, e ne sono orgoglioso, confido sempre nel dialogo. Non vedo tuttavia nessuno spiraglio: si arroccano, non accettano suggerimenti. Addirittura, quando si rendono conto di aver sbagliato o di star per sbagliare, lo negano. Non è una pro domo mea, né vorrei che qualcuno pensasse che io voglia fare qualcosa di autoreferenziale. Ricordo che ho guidato per mesi una Commissione, ben supportato dai consiglieri pentastellati i quali, in Commissione hanno un atteggiamento, in Consiglio un altro. Il riconoscimento del ruolo dell’avversario è indispensabile per la collaborazione.

Vuole rilasciare qualche dichiarazione particolare?

Al sindaco vorrei dire: basta col tirare in ballo le vecchie amministrazioni, a cui tra l’altro io non ho mai partecipato; si sono persi importanti finanziamenti regionali: gli errori del passato dovrebbero servire ad evitare di commetterne altri. Oggi amministrate voi, siete voi i responsabili di questa amministrazione: se oggi una P.E.C. non arriva, è solo colpa vostra. Non riconoscere i propri errori, significa non ammettere i propri limiti. Cos’è, sindaco, questa storia dell’odio, questa tattica della fortezza assediata? La storia per cui qualcuno finge di essere al centro di tutti gli attacchi allo scopo primario di avere solidarietà e conforto dai propri compagni di viaggio, nello specifico consiglieri e assessori, è vecchia come il cucco. Nessuno odia il sindaco di Noicattaro, tantomeno l’opposizione. Guardi signor sindaco, mi permetto di parlare a nome di tutta l’opposizione, sicuro di non essere smentito: forse lei ha vissuto in un ambiente politico pieno di odio e rancore; noi abbiamo i nostri affetti, la nostra vita e le nostre soddisfazioni per cui, di tempo per poter odiare lei o chi lei simboleggia, ne resta veramente poco. Il movimento che rappresenta, questo sì è nato dal rancore, dalla rabbia dei cittadini, che purtroppo non hanno avuto risposte dalla politica. I 5 Stelle non hanno un’idea di paese, questo è innegabile, vivono alla giornata, si chiudono in una realtà che non esiste: loro sono i migliori. Bisogna avere l’umiltà di riconoscere i propri limiti. Credevo fosse un’ebbrezza momentanea dovuta a una vittoria tanto insperata quanto inattesa; dopo un anno e mezzo ancora si chiudono a riccio pensando di essere gli unici e i migliori. Non è così. La presunzione è la cosa peggiore. Nel suo video il sindaco ha anche detto che noi non sappiamo scrivere: non rispondo alla provocazione dal momento che non ho nessuna intenzione di commettere un infanticidio culturale. I 5 Stelle, signor sindaco e cari concittadini, sono la malattia, la febbre, non la terapia; stanno alla politica come il Bitcoin sta alla finanza. Sono una bolla: credo che fra qualche anno spariranno senza lasciar traccia.


[da La Voce del Paese del 16 Dicembre]