Giovedì 24 Maggio 2012
   
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LA SAGGEZZA NON E’ PIU' UN DONO

RIFIUTI

LA PIROLISI – TECNICA PULITA PER LO SMALTIMENTO RIFIUTI


Presso il CNR – Italia - l’equipe di Franco Maglietta sta sperimentando la tecnica della “PIROLISI” E’ questa un’antica metodica agricola precolombiana.

Il materiale carbonioso, sostanza del  tutto simile alla carbonella utilizzata  per accendere camini e barbecue. era ottenuto dalla combustione di parti vegetali introdotte volontariamente dai nostri antenati nel terreno.

Come?

Si recuperavano le sostanze che avanzavano, rivenienti dalla terra, per carbonificare e rifertilizzare il suolo.

Gli indios dell’ Amazzonia  lo fanno ancora ai giorni nostri dimostrandoci la lungimiranza per la salvaguardia dell’ambiente.

Oggi  se utilizzato su vasta scala  abbatterebbe l’effetto serra

rimuovendo una gran parte di CO2.

LA PIROLISI: combustione senza ossigeno, ribattezzata in Italia dagli studiosi con il  nome di  TECNICA BIOCHAR,  un tempo veniva  chiamata  “TERRA PRETA DE LOS INDIOS” e  spesso nelle nostre campagne i contadini del passato già la conoscevano e utilizzavano.

Vi è  grande attenzione  da parte della scienza  ed è  stato avviato il progetto ITABI (ITALIAN BIOCHAR INIZIATIVE ) utilizzando le campagne della Toscana;  si è giunti alla conclusione  che, aggiungendo 100 tonnellate  di BIOCHAR  al terreno, si sottraggono all’atmosfera 30 tonnellate di CO2, fertilizzando il  suolo  in modo naturale e aumentando la produzione di frumento duro del 15%.

In questo modo si possono distruggere, con una tecnica pulita,  i residui organici di origine agricola o alimentare che oggi vengono bruciati negli inceneritori:

Si  ridurrebbe notevolmente e naturalmente l’uso dei fertilizzanti chimici e si otterrebbe energia pulita da riutilizzare, grazie ai gas liberati nel corso del processo di carbonizzazione del biochar  interrato.  Andiamo ora ad analizzare come viene prodotto il BIOCHAR.

Vengono riutilizzati i residui  rivenienti dalle potature degli alberi,   dalla  lavorazione del legno, gli sterchi  di mais, paglia, gusci di noci,  pula del riso, residui delle olive e biomasse  appositamente coltivate. Il processo di carbonizzazione si attua accumulando i residui, ricoprendoli di terra e favorendo la lenta combustione  che avviene in ASSENZA DI OSSIGENO ED A TEMPERATURA DI CIRCA 300 GRADI.

Forse sarebbe la salvezza per tanti Comuni d’Italia  che sono sommersi dalle immondizie e che non sanno più  come smaltire tutti i prodotti di tipo organico e non solo.  Basti pensare a quello che succede nel napoletano e nella zona del Vesuvio.

Dico forse perché se non c’è una volontà comune di salvaguardia dei territori e delle acque, dei suoli e della salute pubblica, non si andrà da nessuna parte,

non si cambieranno le cose, il passato potrebbe insegnare tanto all’uomo moderno se solo lo si volesse veramente.

Va ricordato che questa tecnica veniva usata dai padri contadini per produrre fertilizzante (carbonella) a costo zero,  battericida naturale per il terreno e materiale per il riscaldamento domestico, in più nelle cosiddette calcaree veniva prodotto il carbonato di calcio CO3 che era riutilizzato per le pitturazioni esterne es: (La citta bianca di Ostuni), per malte, intonaci e disinfettanti in genere.

CERTO LA SAGGEZZA NON E’ UN DONO DELLA SOCIETA’ ATTUALE

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