Teatro cittadino, Didonna : "Errore grosso dell'amministrazione"

Noicattaro. teatro front

 

In risposta a una recente video conferenza del Sindaco e dell’assessore Santamaria in merito al Teatro cittadino, il professor Vito Didonna esprime qui le proprie opinioni.

Di recupero del teatro si inizia a parlare nel 1976 (progetto Scionti per un importo di 200 milioni delle allora lire), rammenta l’ascoltato, conclusosi tuttavia con un nulla di fatto causa taluni contrasti emersi tra lo stesso prof. Didonna (all’epoca assessore e vice sindaco) e il sindaco Saponaro. Estromesso dall’amministrazione, il professore pubblica a puntate sul “Crivello” il frutto delle sue ricerche sul teatro, finendo per stampare “Anima nojana” nel 2006, volume di riferimento storico per l’indagine sul manufatto in oggetto. Richiamato in giunta dal sindaco Sozio, il professor Didonna si confronta con il progetto sull’opera di Sylos Labini; progetto tuttavia solo virtuale poiché mancante dell’uscita di sicurezza, così come previsto dalle nuove norme in vigore. Congiuntamente all’assessore Dipierro, l’ascoltato pensa bene di contattare la famiglia Antonelli Decaro, proprietaria del giardino retrostante su cui locare l’uscita di sicurezza, mostratasi particolarmente disponibile alla trattativa. Il progetto fu così portato in Regione, attenzionato dalla stessa, finanziato per un importo di 1.200.000 euro e, infine, concretizzato nel bando del Commissario Padovano.

Entrando nel merito del progetto in via di realizzazione, il chiamato a rispondere lamenta preliminarmente l’assenza su via Carmine del “Tabellone di Cantiere”, obbligo d’altro canto previsto dalla normativa vigente. Successivamente, per quanto attiene agli ordini teatrali superiori, il professor Didonna si rammarica della mancata realizzazione dell’esoscheletro atto a recuperare e a funzionalizzare gli stessi. “La struttura sarebbe stata quasi a scomparsa poiché integrata nella matrice lignea”. Informa. In conseguenza di tale scelta amministrativa, è dunque venuta meno la fruibilità di 19 posti a sedere; pochi verrebbe da dire, ma sicuramente non così pochi considerando la capienza complessiva del teatro pari a circa 100 posti. “È un problema di proporzioni - Puntualizza il professore - Circa un quinto dei posti originari non risulta fruibile”. Nel rincarare la dose, lo stesso professor Didonna si mostra in disaccordo circa i 220.000 euro sottratti all’asfalto stradale per essere impegnati in bilancio nel recupero della cisterna rinvenuta durante i lavori di scavo. “È stato un errore grossolano, - recrimina il professore -, piuttosto che sottrarli da altri capitoli di spesa, quei soldi potevano essere recuperati da finanziamenti regionali ed europei”.

Secondo l’ascoltato, inoltre, il locale cisterna dimostra che il teatro cittadino è stato un continuum architettonico, una realizzazione straordinaria in un manufatto utilizzato nel 600 e nel 700 a trappeto. “Questa cisterna è un punto di onore in quanto valorizzerà ancora di più la specificità del teatro”. Conclude. “È un manufatto meritevole di essere attenzionato, cosa non avvenuta nel rifacimento della strada del fossato, dove la pavimentazione ha volutamente nascosto la preesistenza del canale ducale delle acque bianche”.

[da La Voce del Paese del 5 Maggio]

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