Giovedì 24 Maggio 2012
   
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LA CORSA AL VOTO E LE PAROLE COME ABITI

lingua_italiana


La lingua è la concretizzazione storica del pensiero. È lo strumento principale del progresso. Il linguaggio possiede infinite declinazioni, perché è il più potente specchio delle molteplici realtà alle quali aderisce, e che modifica, in una sorta di reciproca e vitale interferenza.


Il linguaggio è la terra da cui proveniamo, l’origine mitica dell’umanità, e allo stesso tempo il nostro futuro. Uno straordinario mistero tra matematica e poesia, come Dante diceva per la musica. Non a caso c’è chi sostiene, tra i linguisti, che l’uomo abbia cominciato a comunicare cantando.

Per questo le lingue cambiano, si trasformano, si contaminano. Le lingue sono forse il primo documento tangibile sulla nostra condizione politica, sociale, artistica. Anche i dialetti sono importantissimi, poiché conservano memoria delle radici. I dialetti sono i genitori del nostro confronto logico col mondo. E ai genitori si porta rispetto.


Si può dire che il vocabolario di un individuo, da un punto di vista anche semplicemente quantitativo, sia una esatta equazione della sua capacità di interpretare e quindi di intervenire sulla realtà?


Si. Credo.

Riconoscere un fatto significa anzitutto dargli un nome. Essere capaci di interpretarlo, di definirlo e comunicarlo. E quindi di risolverlo, magari con l’aiuto di qualcun altro. Dicasi politica, nel suo stato più essenziale (non embrionale).



Girando per le strade di Noicattaro, mi è capitato di cadere disgraziatamente nel lessico di qualche candidato consigliere ecc … beh, per una persona che vive di lingua – non mi si fraintenda- la prima reazione possibile è solo una: angoscia. Cieca, pura e totale. Un senso di vertigine e di morte interiore.


Ci si accorge di quanto certi pensieri di partito non siano altro che una maschera. Che sono poche le persone che “gettano il corpo nella lotta” per un reale interesse filantropico e una vera passione politica. Non perché siano cattivi o egoisti. O di destra o di sinistra o a pois. Ma perché non sono in grado di comprendere in termini critici e profondi che cosa sia veramente la politica.

Cari coetanei! - non sentitevi tutti attaccati, ovviamente.


La politica non è una giacca impomatata dal liquido seminale dei vostri capi! Io vi conosco. Vi ho conosciuto nel gesto più sincero e spregiudicato della vostra infanzia. Nel luogo in cui vi siete più esposti: la vita. La verità delle vostre vite. I pantaloni corti, le partite a pallone, le pomiciate negli angoli bui del parco, la brutalità dei branchi, il vuoto delle abitudini, l’emarginazione dei diversi, la violenza, la droga, tutto. E adesso, presi da questa corsa al voto, in luoghi che con la vita, ahimè, non hanno nulla a che fare, siete come piccoli criceti impazziti nella ruota spinosa e satanica del denaro. Nel formalismo vuoto di lingue che non conoscete e che parlate.

Indossate le parole come gli abiti.


Ma né quelle parole né quegli abiti sono vostri!


Lingue che recitate, da perfetti cattolici, in una ave Maria che è la nostra apocalisse. La vostra lingua è bipolare. Da un lato arcaica e grottesca, totalmente incapace di andare oltre, di nascere dalla realtà e proiettarsi verso l’orizzonte del futuro. Priva di ispirazione, di inventiva, di urgenza. Spenta, morta. Spettro del vostro essere fantasmi. Dall’altro pervasa da un tecnicismo che fa coincidere il vostro senso di forza con la capacità di rendervi incomprensibili al prossimo e addirittura a voi stessi.

Politico moderno, su, impara a parlare! Solo allora aprirai a la tua mente al pensiero. Solo allora potrai im-ma-gi-na-re.


E ricorda una cosa, caro politico moderno.

Tanto grande è il nostro futuro quanto grande sapremo immaginarlo.
E dunque dirlo.
Amen.

Commenti 

 
#17 Pasquale Renna 2011-05-16 05:07
Cara Licia, il linguaggio è espressione del Pensiero e dell'Etica personale e collettiva. Oggi molti di noi a gisuta ragione deplorano con amarezza la burrascosità dei tempi, ma dovremmo essere radicali nell'analisi della situazione e deplorare l'egoismo e la faziosità imperanti in ogni scelta pubblica e privata. La burrasca continuerà sino a quando, con le nostre concrete scelte, decideremo di acconsentire allo status quo.
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#16 liciascarpelli 2011-05-15 15:21
Bellissimo il suo articolo sig. Ciavarella! E' un piacere leggere qualcosa di così vero e profondo in tempi burrascosi,... lascia ben sperare! capita purtroppo di cadere di lingua e di livello..
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#15 Pasquale Renna 2011-05-13 21:27
Le cose non stanno esattamente come dici tu. L'interesse collettivo non coincide con la sommatoria degli interessi privati. Invece l'imprenditore di turno al potere parte esattamente da questa illusione, che crea una falsa democrazia, ovvero quella basata sull'interesse del gruppo più forte. Il bene comune, invece, muove dall'esigenza di garantire spazi comuni vivibili per tutti e godibili da chiunque. Gli Svizzeri sanno cosa significa. In Svizzera gli spazi pubblici sono sacri. In Italia gli spazi pubblici sono interstizi tra spazi privati. Se questo è il paese che volete, tenetevelo pure. Io, da buon democratico, non mi oppongo alla volontà dei più, che poi sono sempre gli economicamente più forti. Non mi oppongo, ma obietto e resisto.
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#14 plin plin 2011-05-13 08:17
ritengo sia proprio quello uno dei nodi nevralgici, evidentemente non solo del nostro comune...
il rapporto professionale(e/o di scambio) inevitabilmente turba, guida & distorce il processo di rappresentatività della volontà popolare...l'interesse personale spesso è ben distante da quello di una collettività...raramente coincidono.

va anche detto che si rischierebbe un paradosso: proviamo ad immaginare se fossimo stati "amministrati" da gente totalmente estranea alle professioni..(quindi priva di potere contrattuale ai fini di voto)

probabilmente ci ritroveremmo lo stesso i disastri & le negligenze prodotte dalle amministrazioni predcedenti (addirittura in minor entità :D)..ma tant'è..

professionalità & integrità morale devono essere features imprescindibili per chi intraprende un percorso politico(di qualunque bandiera)...
la sola assenza di 1 di esse pregiudica la sua credibilità & capacità di operare..

ovviamente al termine dei mandati il tutto diventa facilmente verificabile;)
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#13 Renna Pasquale 2011-05-12 16:42
Dal mio punto di vista, dovrebbe fare politica solo chi ha un curriculum solido e un sincero interesse per il bene comune e la promozione umana. Ma se applichiamo questa griglia di intelligibilità a Noicàttaro, vediamo che le persone con un curriculum solido sono i professionisti, muniti di clientela e quindi di base elettorale. Come possono costoro pensare al bene comune? Almeno dal 1980, a Noicàttaro si usa la Cosa pubblica a fini privati. A Noicàttaro c'è sempre qualcosa che non torna, e non ci vuole molto a capire perchè.
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#12 plin plin 2011-05-12 15:05
premetto che il mio non è un atteggiametno distruttivo...trattasi per lo più di leggitima scetticità a fronte di un prospetto poco sincerante.
Un articolo interessante in merito alle amministrative civiche pugliesi è facilmente reperibile sul quotidiano Repubblica con data odierna.
La conclusione della firma è che "...Perchè fare politica è sempre meglio che lavorare.".
Bhè, come non dargli torto?
I requisiti d'ingresso alle candidature quali sono stati & come sono stati verificati?
All'aumentere dei numeri il margine d'errore tende,statisticamente, ad incrementare...non c'è scampo.
E tutto ciò, evidentemente, sfianca la credibilità financo di quei pochi meritevoli che portano avanti l'idea positiva di politica&cambiamento,con impeto e imperturbabilità.
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#11 Pasquale Renna 2011-05-12 06:29
L'atteggiamento distruttivo di Plin Plin non mi fa ben sperare circa la possibilità di un cambiamento effettivo ed efficace nella nostra comunità paesana. Mentre si teneva l'incontro con Guglielmo Minervini, altrove veniva offerta una delle solite "cene elettorali". Questi sono i fatti. E' bene che Noicàttaro, a partire da tali fatti, il futuro che desidera.
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#10 plin plin 2011-05-11 18:46
"Verba volant, scripta manent"
con scripta, intendo i fatti..
..e i fatti sono che il post commisariamento vedrà la solita minestra rigirata e allungata..con 250 candidati consiglieri che appestano le caselle postali della comunità.
molto bene come sempre;)
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#9 Renna Pasquale 2011-05-10 08:55
Giusi, ci vuole metodo. Il popolo non esiste. Bisogna capire che Noicàttaro è stata sempre gestita da gruppi di interesse economico che, per interposta persona o direttamente, usano il Palazzo di Città per piegare la Cosa Pubblica ai loro interessi. Solo i giovani, che in teoria non rappresentano sindacati o imprese a vario titolo, possono imporre un'inversione di tendenza. A patto di essere uniti. Ma i giovani sono divisi, ed i più tristi fra loro sono i "figli d'arte", che come cloni malriusciti ripercorrono il destino dei loro infelici padri.
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#8 giusicaristina 2011-05-09 16:29
noicattro ed i politici, tanti tutti pronti a darti un bigliettino, a dirti io sono diverso....privi di senso logico, presi solo dal sogno di potere, di entrare o tornare nel palazzo di città per gestire il potere, un potere che è di pochi che non tutela la massa ma solo interessi privati...nulla cambia nel tempo solo a volte le facce ma dietro le facce se guardi bene i soliti interessi..che tristezza. Speriamo che questa volta il popolo scelga con intelligenza....
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#7 Ciccio 2011-05-08 18:04
Eugenix posso eleborati come voglio in quanto non sai con chi hai a che fare.
se tu pensi che l'eugenetica possa essere la soluzione finale allora non ti hanno detto quale è statla la fine ignobile che ha hatto hitler, si è avvelenato perchè non aveva il coraggio per dire le ..... per essere un leader.
Tanti saluti e cerca di esere sereno, io sono ciclotronico l'eugenica mi fà un gargarismo.
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#6 Pasquale Renna 2011-05-08 10:37
Esiste una lingua concretata nei palazzi e nelle architetture. Essa esprime il pensiero della comunità che realizza la convivenza civile e le sue regole. Ad esempio, l'attuale Palazzo di Città di Noicàtttaro, dall'aspetto di un'astronave diroccata, dimostra che gli amministratori che l'hanno voluta erano persone che credevano nell'uomo-artefice, senza storia e proteso verso il Sol dell'Avvenire. Il vecchio Municipio, carico di Storia, è invece sede del Museo d'arte contemporanea. Ciò dimostra che la la tendenza a rimuovere le radici è inveterata. La cosa peggiore, però, è che i novelli prometei nojani, oggi sessantenni, vogliono stare sempre sulla cresta dell'onda. Solo i giovani, se volessero, potrebbero proporre il cambiamento. A patto di non ricalcare le orme dei visionari e sconclusionati padri. Coraggio!
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#5 EUGENETIX 2011-05-08 08:55
ciccio complimenti alla tua intelligenza, ai centrato in pieno, mi auguro che anche tu, così come da mia prima impressione, contribuisca EUGENETICAmente a fabbricare mattone su mattone una vita migliore per tutti. CICCIO ancora complimenti e che la vita ti sorrida.
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#4 anarchist 2011-05-07 23:19
La lingua è la calceficazione storica del pensiero.
"La verità se la nomini svanisce" disse Totò a Ninetto Davoli in un celebre lungometraggio di Pasolini. Forse solo ai poeti è concesso custodire la fonte da cui sgorga la verità.
I politici farebbero meglio ad agire e tacere una volta per tutte.
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#3 pisello 2011-05-07 17:15
già parlare di politica oggi è una presa per i fondelli... parlare del linguaggio della politica mi sembra fuori ogni logica lontanamente immaginare...
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#2 Ciccio 2011-05-07 17:12
Eugenix questo tuo nikname incute paura perchè nell'inglese maccheronico in cui è scritto sà tanto di Eugenetica.
Spero sia solo una mia impressione.
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#1 EUGENETIX 2011-05-07 11:51
condivido il tuo pensiero e mi permetto d'aggiungere: il Mondo e' fatto di materia ed eventi,per capirlo o spiegarlo, bisogna come elaborazione mentale, attribuire il giusto nome o la giusta parola, ed è questo vocabolo che determina il senso ed il significato vero.
Descrivere il mondo con il vocabolario giusto e' da saggi o da artisti.
Il dialetto è unico e personalissimo, difficilmente è la lingua di estesa comunicazione, il bistrattato dialetto è la ns. lingua viscerale, delle suppliche e delle imprecazioni.
Quotidianamente, in base al luogo ed al contesto, si utilizzano vari vocabolari: quello da lavoro, da bar,dell'ipocrisia, del pressapochismo, del qualunquismo, della diplomazia, raramente del CUORE e della SOLIDARITA'(a me tanto caro), spesso degli INTERESSI e dell'EGOISMO ect.....
Caro Michele, i politici sicuramente sbagliano il vocabolario, difficilmente i propri interessi ed è sugli interessi reconditi che bisogna far cadere la maschera; questo strappare la maschera E' RESPONSABILITA' DI NOI TUTTI, detentori di un piccolo sapere e/o pur minuscola esperienza di vita.
complimenti per l'articolo.
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