La lingua è la concretizzazione storica del pensiero. È lo strumento principale del progresso. Il linguaggio possiede infinite declinazioni, perché è il più potente specchio delle molteplici realtà alle quali aderisce, e che modifica, in una sorta di reciproca e vitale interferenza.
Il linguaggio è la terra da cui proveniamo, l’origine mitica dell’umanità, e allo stesso tempo il nostro futuro. Uno straordinario mistero tra matematica e poesia, come Dante diceva per la musica. Non a caso c’è chi sostiene, tra i linguisti, che l’uomo abbia cominciato a comunicare cantando.
Per questo le lingue cambiano, si trasformano, si contaminano. Le lingue sono forse il primo documento tangibile sulla nostra condizione politica, sociale, artistica. Anche i dialetti sono importantissimi, poiché conservano memoria delle radici. I dialetti sono i genitori del nostro confronto logico col mondo. E ai genitori si porta rispetto.
Si può dire che il vocabolario di un individuo, da un punto di vista anche semplicemente quantitativo, sia una esatta equazione della sua capacità di interpretare e quindi di intervenire sulla realtà?
Si. Credo.
Riconoscere un fatto significa anzitutto dargli un nome. Essere capaci di interpretarlo, di definirlo e comunicarlo. E quindi di risolverlo, magari con l’aiuto di qualcun altro. Dicasi politica, nel suo stato più essenziale (non embrionale).
Girando per le strade di Noicattaro, mi è capitato di cadere disgraziatamente nel lessico di qualche candidato consigliere ecc … beh, per una persona che vive di lingua – non mi si fraintenda- la prima reazione possibile è solo una: angoscia. Cieca, pura e totale. Un senso di vertigine e di morte interiore.
Ci si accorge di quanto certi pensieri di partito non siano altro che una maschera. Che sono poche le persone che “gettano il corpo nella lotta” per un reale interesse filantropico e una vera passione politica. Non perché siano cattivi o egoisti. O di destra o di sinistra o a pois. Ma perché non sono in grado di comprendere in termini critici e profondi che cosa sia veramente la politica.
Cari coetanei! - non sentitevi tutti attaccati, ovviamente.
La politica non è una giacca impomatata dal liquido seminale dei vostri capi! Io vi conosco. Vi ho conosciuto nel gesto più sincero e spregiudicato della vostra infanzia. Nel luogo in cui vi siete più esposti: la vita. La verità delle vostre vite. I pantaloni corti, le partite a pallone, le pomiciate negli angoli bui del parco, la brutalità dei branchi, il vuoto delle abitudini, l’emarginazione dei diversi, la violenza, la droga, tutto. E adesso, presi da questa corsa al voto, in luoghi che con la vita, ahimè, non hanno nulla a che fare, siete come piccoli criceti impazziti nella ruota spinosa e satanica del denaro. Nel formalismo vuoto di lingue che non conoscete e che parlate.
Indossate le parole come gli abiti.
Ma né quelle parole né quegli abiti sono vostri!
Lingue che recitate, da perfetti cattolici, in una ave Maria che è la nostra apocalisse. La vostra lingua è bipolare. Da un lato arcaica e grottesca, totalmente incapace di andare oltre, di nascere dalla realtà e proiettarsi verso l’orizzonte del futuro. Priva di ispirazione, di inventiva, di urgenza. Spenta, morta. Spettro del vostro essere fantasmi. Dall’altro pervasa da un tecnicismo che fa coincidere il vostro senso di forza con la capacità di rendervi incomprensibili al prossimo e addirittura a voi stessi.
Politico moderno, su, impara a parlare! Solo allora aprirai a la tua mente al pensiero. Solo allora potrai im-ma-gi-na-re.
E ricorda una cosa, caro politico moderno.
Tanto grande è il nostro futuro quanto grande sapremo immaginarlo.
E dunque dirlo.
Amen.
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Commenti
il rapporto professionale(e/o di scambio) inevitabilmente turba, guida & distorce il processo di rappresentatività della volontà popolare...l'interesse personale spesso è ben distante da quello di una collettività...raramente coincidono.
va anche detto che si rischierebbe un paradosso: proviamo ad immaginare se fossimo stati "amministrati" da gente totalmente estranea alle professioni..(quindi priva di potere contrattuale ai fini di voto)
probabilmente ci ritroveremmo lo stesso i disastri & le negligenze prodotte dalle amministrazioni predcedenti (addirittura in minor entità :D)..ma tant'è..
professionalità & integrità morale devono essere features imprescindibili per chi intraprende un percorso politico(di qualunque bandiera)...
la sola assenza di 1 di esse pregiudica la sua credibilità & capacità di operare..
ovviamente al termine dei mandati il tutto diventa facilmente verificabile;)
Un articolo interessante in merito alle amministrative civiche pugliesi è facilmente reperibile sul quotidiano Repubblica con data odierna.
La conclusione della firma è che "...Perchè fare politica è sempre meglio che lavorare.".
Bhè, come non dargli torto?
I requisiti d'ingresso alle candidature quali sono stati & come sono stati verificati?
All'aumentere dei numeri il margine d'errore tende,statisticamente, ad incrementare...non c'è scampo.
E tutto ciò, evidentemente, sfianca la credibilità financo di quei pochi meritevoli che portano avanti l'idea positiva di politica&cambiamento,con impeto e imperturbabilità.
con scripta, intendo i fatti..
..e i fatti sono che il post commisariamento vedrà la solita minestra rigirata e allungata..con 250 candidati consiglieri che appestano le caselle postali della comunità.
molto bene come sempre;)
se tu pensi che l'eugenetica possa essere la soluzione finale allora non ti hanno detto quale è statla la fine ignobile che ha hatto hitler, si è avvelenato perchè non aveva il coraggio per dire le ..... per essere un leader.
Tanti saluti e cerca di esere sereno, io sono ciclotronico l'eugenica mi fà un gargarismo.
"La verità se la nomini svanisce" disse Totò a Ninetto Davoli in un celebre lungometraggio di Pasolini. Forse solo ai poeti è concesso custodire la fonte da cui sgorga la verità.
I politici farebbero meglio ad agire e tacere una volta per tutte.
Spero sia solo una mia impressione.
Descrivere il mondo con il vocabolario giusto e' da saggi o da artisti.
Il dialetto è unico e personalissimo, difficilmente è la lingua di estesa comunicazione, il bistrattato dialetto è la ns. lingua viscerale, delle suppliche e delle imprecazioni.
Quotidianamente, in base al luogo ed al contesto, si utilizzano vari vocabolari: quello da lavoro, da bar,dell'ipocrisia, del pressapochismo, del qualunquismo, della diplomazia, raramente del CUORE e della SOLIDARITA'(a me tanto caro), spesso degli INTERESSI e dell'EGOISMO ect.....
Caro Michele, i politici sicuramente sbagliano il vocabolario, difficilmente i propri interessi ed è sugli interessi reconditi che bisogna far cadere la maschera; questo strappare la maschera E' RESPONSABILITA' DI NOI TUTTI, detentori di un piccolo sapere e/o pur minuscola esperienza di vita.
complimenti per l'articolo.