
Il referendum è uno strumento di esercizio della sovranità popolare, sancita all'art. 1 della Costituzione della Repubblica Italiana.
L'esito referendario, espressione di questa sovranità, è una fonte del diritto primaria che vincola i legislatori al rispetto della volontà del popolo.
E proprio domenica 12 e lunedì 13 giugno gli Italiani sono chiamati alle urne per un referendum abrogativo su quattro temi: la privatizzazione dell'acqua, i profitti sull'acqua, il legittimo impedimento e il nucleare.
Vediamo nel dettaglio ogni quesito cercando di far un analisi approfondita per cercare di capire quali possono essere i pro e i contro in caso di vittoria dei SI ( vengono abrogate le norme sottoposte a referendum) o dei NO ( rimangono in vigore le norme oggetto del quesito).
I primi due quesiti sono strettamente legati tra di loro e riguardano, il primo, la privatizzazione del servizio idrico oggi gestito dal pubblico, il secondo, la possibilità che ha il gestore del servizio idrico, pubblico o privato che sia, di ottenere profitti garantiti sulla tariffa, ovvero aumentare la bolletta se lo ritiene necessario.
I sostenitori del "SI" sono fermamente convinti che essendo l'acqua un bene "regalato" da madre natura debba essere gestito dallo stato e che non ci siano profitti su di essa.
I sostenitori nel "No" invece ritengono che per migliorare la qualità del servizio fornito a tutti gli utenti si debba ricorrere alla privatizzazione e se necessario aumentare i costi per renderlo sempre migliore.
La questione è molto più seria di quanto non sembri, perché se prevalessero i SI la gestione dell'acqua e i suoi costi sarebbero immutati e il servizio resterebbe pessimo, infatti in molte zone l'acqua non arriva o arriva per alcune ore del giorno ed è imbevibile, d'altro canto se prevalessero i NO siamo sicuri che il privato gestirebbe meglio l'acqua e soprattutto non aumenterebbe i prezzi in maniera esponenziale?
I latini dicevano "In medio stat virtus" e riferendoci a tale espressione una soluzione potrebbe essere la privatizzazione a metà ovvero controllata dallo Stato in modo da evitare "conseguenze spiacevoli".
Ci sarebbe un aumento della tariffa che porterebbe non solo un profitto al privato, cosa normale altrimenti non investirebbe, ma anche un miglioramento delle infrastrutture che permettono all'acqua di arrivare, potabile, in tutte le nostre case, azzerando addirittura l'aumento del costo dell'acqua in quanto non la si comprerebbe dai supermercati ma la potremmo bere dal rubinetto.
Il terzo quesito è sul legittimo impedimento ovvero sulla possibilità del Presidente del Consiglio ed i Ministri di rinunciare a presentarsi in aula di Tribunale invocando il legittimo impedimento.
I sostenitori del "SI" affermano che indipendentemente dalla carica ricoperta, essendo la legge uguale per tutti, si debba essere processati in qualsiasi momento.
I sostenitori nel "No" invece ritengono che al fine di permettere la governabilità le alte cariche dello Stato non siano processate se non alla fine del loro mandato.
Partendo dal presupposto che non ci devono essere cittadini di serie A e di serie B, non ci devono essere agevolazione in nessun campo, soprattutto in quello della giustizia, per nessuno a maggior ragione se si tratta di chi deve governare una Nazione.
Il quarto quesito è sulla costruzione di centrali nucleari nel territorio italiano.
I sostenitori del "SI" sono contrari alla costruzione di centrali e allo sviluppo dell'energia nucleare sia per il pericolo di incidenti come quello recente di Fukushima che quello ancor più grave del 1986 di Chernobyl e sia per una questione ambientale in quanto lo smaltimento delle scorie radioattive è un problema da non sottovalutare, proponendo lo sviluppo di fonti alternative come il fotovoltaico e l'eolico anche e sopratutto perché non hanno nessun tipo di controindicazione.
I sostenitori nel "No" invece ritengono che il nucleare sia indispensabile per ridurre i costi per l'acquisto di energia elettrica dall'estero per soddisfare il fabbisogno Nazionale, ritengono il fattore spese-ricavo del nucleare molto più vantaggioso rispetto al fotovoltaico e l'eolico, inoltre ritengono minimo il rischio di incidenti poiché sostengono che le centrali di nuova generazione sono molto sicure e minimizzano sulla questione smaltimento scorie radioattive.
Inutile parlare sui rischi del nucleare in quanto sono ben noti a tutti anche "grazie" agli incidenti avvenuti nel corso degli anni, però ok dire no al nucleare in Italia e portare in auge il discorso delle energie alternative, ma bisogna farlo a 360 gradi. Un modo sarebbe non acquistare, per esempio dalla Francia, energia elettrica prodotta con il nucleare al fine di iniziare una campagna che miri a far chiudere tutte o in parte le centrali che sono oltre i nostri confini che se malauguratamente dovessero subire incidenti anche noi, per assurdo, ne pagheremmo le conseguenze.
In conclusione auguro buon voto a tutti con la speranza che si raggiunga il quorum in primis per far valere la volontà del popolo Italiano e poi per "non gettare al vento" tutti i soldi spesi per il referendum.
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Commenti
lo dico al mio amico peppino
lo dico al mio amico luigi
Venerdì 10 Giugno 2011 18:04
Il problema di fondo è che non investe nessuno in quel che veramente serve ne il privato ne il pubblico...che nazione disastrata!!
certo ma al privato interessa poco. Il privato non investirebbe mai nelle riparazioni degli acquedotti perchè pur di avere massimi profitti per loro sarebbe una spesa inutile!anche se l'acquedotto è un colabrodo, come lo è ora, l'acqua arriva lo stesso nelle case quindi per loro non avrebbe senso spendere altri soldi! la testimonianza sta nei fatti: nelle cittadine dove si è avviato un esperimento di privatizzazione l'unico risultato è stato l'aumento della bolletta.L'hanno fatto in alcuni paesi siciliani dove la situazione era disperata e mancava l'acqua per diversi giorni ma non si è ottenuto nessun privilegio nè in termini di risparmio nè in termini di efficienza della rete idrica
Votare è un nostro diritto per cui molti hanno lottato e per questo anche un dovere! Non possiamo far decidere a pochi su questioni così importanti. Votare è un atto di civiltà.
DOMENICA 12 E LUNEDI 13 TUTTI ALLE URNE.
Riguardo ai quesiti sull'acqua forse qualcuno di voi non sa che il diritto all'acqua è stato riconosciuto dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani come "estensione del diritto alla vita". Vi sembra normale che ci chiedano di rinunciare a questo diritto universale per cederlo ad imprese private? Io, con tanta modestia, non ho parole in merito!!!
Per il nucleare non basterebbero i caratteri che ho a disposizione per parlarne, sono un'attenta sostenitrice della Scienza e ne conosco i rischi, tra l'altro noti per gli esempi citati dall'autore dell'articolo. Penso che una società moderna come la nostra debba capire che il nucleare è ormai una fonte obsoleta di energia. E dobbiamo farlo capire a tutti i paesi che ospitano centrali, e per questo ammiro la Germania.
E poi parliamoci chiaro: l'Italia non è in grado di garantire il rispetto di norme che si sono consolidate nel tempo, non è in grado neanche di garantire la manutenzione di impianti idrici e secondo voi sarebbe in grado di controllare le spese, la manutenzione e i rischi di una centrale nucleare???
Riguardo, invece, al quesito sul legittimo impedimento ho solo una parola: ANTICOSTITUZIONALE.
Si è capito, insomma, che voterò 4 SI.
Voterei NO qualora l'ultima società a delinquere (che non mi stupirei fosse la stessa che , in caso di privatizzazione, risulti la più quotata a gestire "il nostro diritto all'acqua") sarà annientata sotto i miei occhi e quando noterò che l'Italia è davvero una Repubblica fondata sul lavoro aggiungerei ONESTO.
1) Da quello che ne so la qualità dell'acqua almeno alla fonte è OTTIMA addirittura meglio di quelle che beviamo nelle bottiglie di plastica
2) Ok minimo sforzo massimo profitto...ma riparando le strutture di trasporto dell'acqua ci sarebbe maggior consumo e quindi di conseguenza più profitti...considerando che ad oggi bolletta (mia) alla mano 1000 litri di acqua mi costano 0.52 cent e in più pago l'acqua da bere che mi costa in media 0.25 al litro vedi quanto mi costa l'acqua ad oggi...sarei anche disposto a pagare 0.60 cent ogni mille litri per bere l'acqua del rubinetto...e non m'interessa che a farlo sia lo stato o il privato ma purchè si arrivi a tale risultato...spero di essermi spiegato ;)
DAVVERO POCO PROBABILE:1 la qualità dell'acqua è quella e quella rimane, se la gente non si fida continuerà a spendere soldi al supermercato. 2 legge di mercato: minimo sforzo massimo profitto quindi se le strutture sono un colabrodo ma permettono lo stesso il trasporto dell'acqua come fanno adesso per quale motivo il privato dovrebbe spendere soldi per ripararle? per evitare gli sprechi e salvaguardare l'ambiente? ma dai!