DALLA MIA ESPERIENZA: COSA PENSO DELLA SPAGNA E DEGLI SPAGNOLI

spagna


 

Sono arrivato in Spagna il 6 settembre 2010, per andare a studiare in un’università Madrilena come studente “Erasmus”.

Noi Italiani siamo abituati a pensare alla Spagna come un paese dall’atmosfera passionale, dove c’è gente “caliente”, e poi chi non ha mai sentito dire che gli Spagnoli caratterialmente non sono molto diversi da noi?

Sicuramente sono idee preconcette, sicuramente è uno dei pochi casi in cui si può parlare di “pregiudizio positivo”, sicuramente nella mia esperienza spagnola non ho trovato nulla di questa positività che mi sarei aspettato.

Fin dal primo giorno ho avuto un impatto negativo: non sono persone che ti accolgono, che ti aiutano se possono e che hanno voglia di conoscerti, insomma non c’è la minima traccia di quel senso dell’ospitalità che è così palpabile in Italia.

Gli spagnoli in genere sono persone incapaci di dialogare e che hanno molti pregiudizi che sono poco disposti a cambiare, anzi, il loro principale difetto è che utilizzano i pregiudizi che hanno sugli altri per coprire quelli che sono i loro difetti.

Esiste un libro, “Viaje de Turquìa”, scritto da un umanista spagnolo anonimo che lo offrì all’allora re di Spagna (che non era spagnolo) Felipe II con una dedica ardente e sincera.

Questo libro racconta le avventure di Pedro de Urdemalas, un ex prigioniero di guerra in Turchia, attraverso un dialogo con due personaggi: Juan de Votoadios e Matalascallando ( “uccidile in silenzio” traducendolo letteralmente).

Questi ultimi due personaggi incarnano tutti i pregiudizi spagnoli e cattolici dell’epoca sui Turco-musulmani. I due personaggi pongono quesiti a Pedro sulle presunte mancanze di fede e di etica dei loro nemici, ma Pedro, con dei fini ragionamenti, riesce a dimostrargli quanto invece siano gli spagnoli e i cattolici a commettere ipocritamente gli errori che addossano ad altri.

Leggendo questo libro e paragonandolo alle impressioni che da lungo tempo la mia esperienza diretta in Spagna mi aveva permesso di formare, mi sono accorto di quanto sia radicata questa forma di chiusura e di ignoranza nella storia della cultura spagnola, tipica di chi crede di essere aperto verso il mondo guardandoti dall’alto in basso ma non lo è affatto perché ha una cortina di pregiudizi ad impedirglielo.

Inoltre sentono troppo la competizione con l’Italia e sono molto invidiosi dell’Italia e degli Italiani.

Credo di poter affermare che l’invidia per il nostro Paese si debba alla frustrazione con cui vivono la centralità e l’importanza del nostro paese e dei nostri geni nella storia dell’umanità, rispetto alla loro storia fatta di re dispotici, eterni sudditi e crimini umanitari in patria e ovunque abbiano conquistato.

L’odio per gli Italiani è dovuto al fatto che nell’immaginario collettivo delle ragazze spagnole il ragazzo Italiano è bello e simpatico, per questo sono sempre portate ad avvicinarsi a noi piuttosto che a i loro connazionali.

Come paese è un paese in piena crisi economica e democratica. L’economia è a terra divorata dalle banche, la disoccupazione è al 23%, quella giovanile al 45% (peggio del Sud Italia, ndr) ; la mano morta bancaria ha avuto un effetto devastante e sempre più gente ha la casa ipotecata, Zapatero è il suo governo è il principale imputato per la mal gestione della crisi, tanto è vero che non si presenterà alle prossime elezioni (in Spagna non esiste come in Italia la legge e la buona norma che stabilisce il limite dei due mandati consecutivi al Primo Ministro).

Dire che la Spagna è una democrazia è una balla spaziale, sono l’unico paese attualmente nell’Unione Europea ad aver permesso ad un dittatore sanguinario come Franco di esercitare il suo potere criminale per oltre 30 anni permettendogli di morire nel letto di casa sua ancora in carica, con la benedizione di santa madre Chiesa che lo ha sepolto in un suo santuario dopo la morte.

Non sono mai stati capaci di ribellarsi contro questo dittatore, e anche quando in Europa soffiava il vento del 1968 lì la gente dormiva. Ancora oggi accettano tutto e non sono capaci di arrabbiarsi.

La loro costituzione è stata scritta dai fedelissimi di Franco subito dopo la sua morte e continuano ad essere sudditi di un re designato da quel dittatore; verrebbe da dire “contenti loro…” certo, ma poi, ma quando ci sentiamo prendere in giro a causa dell’immagine errata che in Spagna hanno di Berlusconi (tipico caso di uso dei pregiudizi che hanno sugli altri per coprire le loro colpe), certi fatti storici e presenti è giusto farli tornare alla mente di qualcuno.

Posso concludere dicendo che generalmente sono persone spocchiose senza senso dell’umorismo e generalmente senza cultura, molto frustrate a causa del loro basso livello economico e democratico e per la loro totale assenza in termini positivi di contributo al progresso nella storia dell’umanità.

Mi fece senso quando a un mio amico Tedesco fu chiesto se sarebbe tornato in Spagna dopo l’erasmus, lui rispose “mejor trabajar de puta que volver en Espana” (meglio andare a prostituirsi che tornare in Spagna.)