Giovedì 24 Maggio 2012
   
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LEGGE BAVAGLIO, OVVERO STUPIDITA' AL POTERE

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FONTE http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/05/legge-bavaglio-ovvero-stupidita-al-potere/162366/
5 ottobre 2011

Legge Bavaglio, ovvero stupidità al Potere

di Peter Gomez

Il voto alla Camera di Pdl e Lega sulla legge bavaglio più che un attentato alla libertà d’informazione (che c’è, ed è grosso come una casa), rappresenta una fotografia perfetta della stupidità e dell’ignoranza dei nostri governanti. E dimostra come davvero la maggior parte dei frequentatori di Montecitorio e Palazzo Madama utilizzi la Rete, i Pc e gli IPad solo per giocare a carte o visitare siti raffiguranti immagini di belle signorine.

Mentre il Titanic Italia viaggia spedito vesto il disastro, i nostri eroi hanno infatti deciso che qualsiasi tipo d’intercettazione potrà essere pubblicata solo dopo un’udienza filtro nel corso della quale accusa e difesa decideranno cosa tenere e cosa buttare al macero. Cioè dopo anni dall’inizio di un’indagine.

Anche quando i colloqui saranno riportati all’interno di un’ordinanza di custodia cautelare, il giornalista non potrà né riprodurli, né citarli, né riassumerli. Se lo farà scatteranno sanzioni pesantissime per lui e per l’editore. Si arriverà così al paradosso di leggere articoli in cui si racconta che Tizio è stato arrestato per estorsione, per traffico di droga o per tangenti, senza però poter capire il perché. O almeno senza essere in grado di farlo quando l’inchiesta è basata anche su intercettazioni.

Se poi un avvocato vorrà pubblicizzare dei colloqui agli atti che, secondo il suo punto di vista, dimostrano l’innocenza del proprio assistito si vedrà la strada sbarrata. I movimenti di opinione che spesso servono per difendere gli indagati da eventuali soprusi da parte dell’autorità giudiziaria insomma non avranno più spazio.

Chiunque abbia un po’ di dimestichezza con il web può capire che questa norma, ideata per evitare che gli elettori vengano a conoscenza dei comportamenti della classe dirigente più corrotta e inefficiente d’Europa, è però destinata a rivelarsi non solo inutile, ma addirittura pericolosa e controproducente (sopratutto dal punto di vista del Palazzo).

Vediamo perché.

Nella maggior parte dei casi i documenti giudiziari (intercettazioni comprese) che finiscono sui giornali, o che vengono riassunti dalla stampa, sono pubblici. Si tratta di atti non più coperti da segreto che vengono consegnati alle parti (agli avvocati e agli indagati) in occasioni di perquisizioni, arresti, tribunali del riesame. Sono insomma carte che possono circolare liberamente, visto che in Italia il segreto istruttorio è stato abolito nel 1989 e oggi l’unico segreto rimasto in vigore è quello investigativo.

Ora immaginatevi cosa accadrà in casi come quelli di Giampaolo Tarantini, il giovane imprenditore di Bari sotto inchiesta per favoreggiamento della prostituzione e arrestato perché accusato di aver ricattato Silvio Berlusconi. Le indagini su di lui si basano principalmente su intercettazioni: colloqui ritenuti rilevanti dai magistrati al punto di essere riprodotti nelle ordinanze di custodia o negli atti depositati per chiederne il rinvio a giudizio.

Quando il Bavaglio sarà in vigore i giornalisti continueranno a ritrovarsi in mano le trascrizioni delle sue chiacchierate, le potranno far leggere ai loro amici, o consegnarle in copia al loro portinaio, vicino di casa o edicolante (e nessuno li potrà perseguire per questo). Per legge però non le potranno nemmeno citare di sfuggita nei loro articoli. E non lo potranno fare anche se sono di evidente interesse pubblico (abbiamo un premier ricattato? oppure il nostro presidente del Consiglio paga testimoni e indagati per evitare che venga fatto il suo nome davanti ai giudici?). E lo stesso succederà in inchieste per tangenti (vedi quelle sulla cricca del G8), sulla malasanità (vedi clinica degli orrori) e via dicendo.

Ebbene c’è qualche parlamentare del centrodestra, ancora in grado di usare il cervello, convinto che le ordinanze di custodia cautelare e le intercettazioni alla base di queste inchieste, una volta depositate, non finiranno per essere pubblicate sul web da testate estere o da siti anonimi magari ospitati da inaccessibili server situati in Paesi off shore? L’esperienza di Wikileaks non ha insegnato nulla ai nostri astuti legislatori?

Evidentemente no. Perché se avesse insegnato qualcosa almeno alla Camera sarebbe stata fatta un’ulteriore riflessione. Qualcuno avrebbe, per esempio, ragionato su un fatto: oggi non tutti i documenti raccolti nelle redazioni dei giornali finiscono in Rete o in pagina.

Lo dimostra, tra l’altro, un caso che lor signori dovrebbero conoscere bene: l’inchiesta sui furbetti del quartierino. Nel 2005 quando le intercettazioni evidenziarono di che pasta fosse fatto il governatore di Bankitalia, Antonio Fazio, e quali manovre politico-finanziarie si giocassero intorno alle banche, i cronisti non pubblicarono i colloqui – anche molto divertenti – tra alcuni protagonisti delle scalate e le loro rispettive amanti. La storia d’interesse pubblico era infatti quella sui ladrocini, non quella delle eventuali corna di un gruppo di manager. E quando un quotidiano mise in pagina un sms (piuttosto innocuo, per la verità) tra i novelli sposi Anna Falchi e Stefano Ricucci, fu punito con una multa salata da parte del Garante della privacy. Un provvedimento che servì a ricordare a tutti cosa prevede la deontologia professionale di chi scrive.

Essere giornalisti infatti vuol dire saper raccontare storie (vere) selezionando e gerarchizzando i fatti. Non tutto è una notizia. E non tutto ha interesse pubblico. Lo spazio di un articolo, giornale o di un tg non è infinito. Per questo bisogna saper scegliere, con onestà e correttezza, cosa mandare in stampa e cosa no. I lettori poi valuteranno i giornalisti anche sulla base di questa loro capacità. E se qualcuno si riterrà diffamato, o riterrà violata la propria privacy, potrà chiedere (e ottenere se ha ragione) un risarcimento.

Difficile però pensare che domani, con la legge Bavaglio in vigore, le maglie di questa selezione non si allarghino: con la prospettiva evidente che sul web ci finisca davvero di tutto.

Sia perché il concetto di privacy varia da paese a paese (ricordate le foto di villa La Certosa messe on line da El Pais e invece finite sotto sequestro in Italia?), sia perché nel caso di documenti o articoli pubblicati da siti per così dire anonimi, il pericolo è che i criteri di scelta vengano a mancare. L’opacità, la non trasparenza favorisce infatti la deresponsabilizzazione.

Per questo il Bavaglio, come tutte le leggi ingiuste, è stupido. E diventa la cartina di tornasole che permette anche di capire perché il nostro Paese sia ormai passato dal declino alla decadenza. Una classe dirigente capace d’ideare norme del genere, non può che essere sulla tolda di comando di un Titanic. Che non cambierà rotta. Fino al naufragio.

Ps: Ma cosa faremo noi de Il Fatto e de
ilfattoquotidiano.it? Non lanceremo il sasso nascondendo la mano. Non utilizzeremo l’anonimato. Di questo i lettori possono starne certi. Di fronte a intercettazioni che sono notizie, le pubblicheremo. Sopportando tutte le conseguenze e ricorrendo davanti a ogni tribunale: dalla Corte Costituzionale fino ai giudici di Strasburgo. Insomma, come avevamo già scritto il 2 aprile del 2010, la nostra sarà disobbedienza. Disobbedienza civile.

Commenti 

 
#5 ottavio 2011-10-16 16:36
salve a tutti ,ma il paese di noicattaro è fantasma ? da un paio di mesi non si vede e sente nulla nel paese ,ma in comune si stà qualcuno? svegliatevi amministratori qui si dorme .....
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#4 Prezzemolino 2011-10-08 14:12
...ed ecco, subito pronta,una pseudo difensora dell' Art. 21, sputt... di un capo di governo nazionale- perché lo sputt... glielo permette- a mettermi il bavaglio per averle toccato il sant'omoro del marchetto suo :sad: .
:-x Avete fatto, tutti voi, avversari del decreto "Blocca blog", sempre come le tre scimmiette ed ora avete timore che qualcuno, vecchio, rimbambito, donnaiolo,gnoocchettaro ecc...ecc..., metta il bavaglio a quella vostra esclusiva libertà che vi autorizza a vomitare calunnie sugli avversari politici. Avete il coraggio di aprire la bocca perché non c'è più Baffone!
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#3 giusicaristina 2011-10-07 20:12
si forse sarebbe meglio tacere sulla immoralità ed i vizi di persone che ci rappresentano e fare come gli struzzi...io non vedo, non so, non sento...almeno all'estero la nostra decadenza morale non emergerebbe e non apparirebbe qual è.
Mettere il bavaglio...per recuperare in dignità in tutta europa, oggi berlusconi è da putin a festeggiare il compleaanno di putin ..con conigliette poco vestite e bunga bunga??...alla faccia de ricercatori tanto penalizzati dal nostro governo??; qualcosa di buono l'abbiamo saputo esportare...e se parlasse meno di gnocche e si preoccupasse di risorse e lavoro forse si potrebbe dire che è un grande uomo....con un difetto ma tanti pregi.....Prezzemolino lasci in pace Travaglio ..perchè a lui le antepongo Vespa...e poi questa storia di essere politicamente dichiarati come se il cittadino che non fa parte di nessuna corrente è un deficiente incapace di vedere, giudicare e farsi un concetto della politica tutta e dei politici in genere ....
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#2 Prezzemolino 2011-10-07 16:01
A me piacerebbe che ci fosse una legge che impedisse a Travaglio ed ai giornalisti calunniatori di riportare notizie manipolate, con brani estrapolati da un contesto, a supporto della presunta veridicità delle loro tesi. Chi sono i contrari, per esempio, al decreto "Blocca blog"? Quelli che, avendo un blog, si sentono autorizzati ad esprimere il LORO "libero" pensiero di sputtanamento altrui senza incorrere a sanzioni o sentirsi in dovere di smentire entro le 48 ore.Ci si scaglia contro un Silvio puttaniere, che dal 1994 si presenta alle elezioni con la sua faccia, vincendole a fasi alterne, e non ci si chiede di quanti siano i frequentarori delle oltre 70.000 mercenarie che si offrono a mariti, padri e figli!Chi scrive per il pubblico dovrebbe essere onestamente imparziale politicamente, altrimenti dovrebbe chiaramente specificarne l'appartenenza partitica.Noicattaroweb crede di apparire imparziale pubblicando un articolo scritto da dipietristi o presunti tali, senza esprimere la propria opinione? CHI TACE ACCONSENTE! ;-)
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#1 giusicaristina 2011-10-06 19:09
io penso che tutto quello che succede in italia al di là del bavaglio che non deve essere applicato è la indecente storia di un premier malato che non ha alcuna dignità ad esternare le proprie "debolezze" definiamole cosi'..non ci toccano e forse si esagera ma se non le sapessimo oggi penseremmo ancora di essere governati da un premier superuomo capace di trascinare le masse, ma che del super uomo non ha nulla tranne la vergogna della propria incapacità di vivere in modo dignitoso visto il ruolo che ricopre difronte al mondo ....non so come mi sentirei io figlio di tal uomo...che si accompagna e compra donne oggetto quasi sempre giovanissime...è morto steve jobs uomo formidabile...da onorare....del nostro presidente cosa potremo imparare se non che è un immorale che ci governa senza dignità; ecco forse se non avessimo un problema cosi' grave non avremmo neanche la necessità di porre il bavaglio alle intercettazioni per tutelare uno sporcaccione, perchè alla fine il vero problema è questo....le intercettazioni hanno messo a nudo tante porcherie dei politci di turno, tante truffe, non se ne deve far meno perchè se si mette il bavaglio non sapremo più quello che non ci vuol essere detto per truffarci come cittadini italiani....per salvare uno...finiremo nella melma più di quanto già ci siamo..vergogna
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