Giovedì 24 Maggio 2012
   
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NOICATTARO: IL PAESE DEI VELENI

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Noicàttaro è una ridente cittadina che si affaccia su un dolce declivio digradante verso il mare. Noicàttaro è anche un microcosmo della Città Globale, pullulante di nonluoghi, ovvero di posti di transito, in cui non ci si ferma perchè in essi non vi si riconosce.


Il non-luogo si afferma là dove si sente di non potervisi radicare. Di fatto, Noicàttaro respinge un'ampia fascia della sua popolazione, quella non strettamente dedita ad attività legate al paese, come l'agricoltura e le attività di export ad essa legate, l'insegnamento nelle poche scuole che vi sono, l'attività edilizia gestita da pochi fortunati imprenditori, l'artigianato dei baristi, dei parrucchieri e dei pochi ferrai e falegnami.


Tutti noi altri non abbiamo diritto di cittadinanza, ma soltanto di ospitalità. Questo è un problema grave, perchè nessuno che abbia buon senso sente di dover impegnare le proprie energie e risorse per un luogo di transito. In un siffatto luogo-nonluogo ci si può, al massimo, preoccupare che l'ambiente sia pulito, affinchè il transito sia esente dal rischio di contrarre malattie.


Neanche questo a Noicàttaro è concesso. L'agricoltura, principale attività economica e produttiva, non solo elargisce ricchezza, popolarità e potere a chi vi si dedica, ma produce una massiccia quantità di veleni che si riversano sulla popolazione residente. Dunque, a noi altri che dobbiamo cercare un lavoro, ovvero dobbiamo impegnare la maggior parte del nostro tempo produttivo, altrove, neanche è concesso respirare aria pulita nelle ore del riposo notturno.


Si rende necessaria, pertanto, la creazione di spazi di dibattito non inficiati da pregiudizi di carattere ideologico in cui non solo gli interessi comuni, ma le ben più urgenti problematiche relative alla salute e al benessere pubblici siano affrontati e risolti. Si rende necessaria anche una vasta operazione di "formazione alla cittadinanza".


Quanto al "rientro dei cervelli" ritengo tale operazione un'impresa di difficile realizzazione, a meno che non vengano coinvolti nei sopra citati spazi di pubblico e non ideologicamente impostato dibattito attorno alle questioni di interesse generale. Non pochi "cervelli", al momento, vengono catturati, al pari del vecchio Mago Merlino, dai prismi colorati ed effimeri delle Morgane Ideologiche di turno, a danno loro e nostro.

Commenti 

 
#6 Pasquale Renna 2011-10-11 12:31
Capisco, ma quando parlo di "guardarsi l'ombelico" intendo l'espressione in senso esistenziale. Quante persone conosciamo che, proprio perchè hanno studiato, a Noicàttaro non trovano alcuno spazio? Quanta gente, fra gli amministratori ed i politici, è espressione degli interessi dell'"uva" o del "mattone"? Ben vengano le associazioni, per quanto litigiose siano! Sono l'unica alternativa offerta come spazio di confronto, assieme ai locali e alle palestre (!), per i giovani nojani. Ma mi chiedo se questo sia un destino, se faccia parte del "genius loci".
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#5 gaet s 2011-10-10 15:11
posso riportare la mia mini esperienza. ero responsabile di una associazione giovanile tempo fa (facevamo un giornalino, la Festa della Musica e altro): presto ho dovuto lasciare, esausto, assieme ad altri pochi laboriosi, perchè troppa gente "si guardava l'ombelico", si ragionava a ideologie, si mettevano bastoni fra le ruote agli altri, non c'era visione d'insieme.
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#4 Pasquale Renna 2011-10-10 09:10
Il punto, cara Pina, è esattamente questo. Mi guarderei bene dallo sminuire il lodevole impegno di tante persone che si dedicano gratuitamente e generosamente agli altri in tante forme aggregative. Il problema è che manca una visione d'insieme. Il rifugiarsi nei miti del passato non serve allo scopo. Dobbiamo dire chi siamo noi oggi e chi intendiamo essere nel futuro come collettività. E' arduo rispondere a tali interrogativi. Servono luoghi non tanto fisici, quanto morali e spirituali, adatti allo scopo. E tali luoghi non possono essere predisposti da chi è atavicamente abituato a guardarsi l'ombelico. Con affetto.
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#3 giusicaristina 2011-10-08 19:46
ci sono tante associazioni a noicattaro...c'è tanta volontà di fare e costruire caro pasquale e tu lo sai lo hai vissuto anche quando io ero attiva e tu crescevi e ti formavi; il problema è prettamente politico, i cittadini sono presi da tanti problemi...la politica va per conto suo tranne nei momenti in cui si ricordano che debbono farci votare ed allora ti fermano per strada ti salutano ti promettono...sino al giorno dopo le votazioni dove gli amici spariscono e le persone ti voltano la faccia; bisogna capire una cosa fondamentale anche all'interno delle tante associazioni presenti sul territori si potrebbe trovare un momento di riflessione su quello che funziona che non funziona e che vorremmo funzionasse, a seconda dei settori di cui le associazioni si occupano; non è far politica e lavorare per un bene comune condiviso e condivisibile....per diventare propositivi
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#2 Pasquale Renna 2011-10-08 07:57
Non mancano le forme aggregative. Manca il senso della cittadinanza, il che significa sentirsi comunemente responsabili degli spazi pubblici. Questo grave deficit è determinato da interessi estremamente concreti. Parlo di interessi di categoria e "lobbystici". Le lobbies hanno voce e spazio, ma a vantaggio di pochi. Soltanto un'opera educativa, e peraltro di lungo respiro e a lungo termine, potrebbe produrre un ampliamento di orizzonte.
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#1 gaet s 2011-10-07 14:50
Un paese cosi avvelenato che fa morire qualsiasi forma associativa e aggregativa sul nascere. La vedo dura.
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