
Chi credeva che Luigi Rizzo dopo aver perso il ballottaggio con Sozio si sarebbe disinteressato di Noicattaro sbagliava.
Sono già diversi consigli comunali infatti che i suoi interventi risultano fra i più accesi e appassionati.
Nell'ultimo intervento il consigliere Rizzo ne ha avuto su diversi aspetti:
" Voi avete pensato bene di convocare il Consiglio Comunale per risolvere l’ennesimo problema interno nella speranza che serva a tenervi in vita per altro tempo, fino a quando non si presenterà l’esigenza di affrontare, magari anche con urgenza, la prossima grana interna. E nel frattempo non abbiamo segnali in merito alle vostre decisioni su come organizzare la raccolta dei rifiuti (avete solo sospeso la gara bandita dal Commissario Prefettizio), su come gestire i tributi locali (avete solo prorogato l’affidamento alle Gestione Tributi)".
Dubbi poi sono stati espressi sull'attenzione al comparto agricolo in particolare riferendosi all'ultima edizione della Mac Frut di Cesena:
"Noicattaro quando si parla di uva da tavola ormai, tranne per la presenza di alcuni operatori del settore, non c’era e non c’è mai",
ed anche sono stati espressi sul bilancio:
" bilancio comunale nel quale importanti poste in entrata e in uscita appaiono e scompaiono miracolosamente a seconda delle esigenze di equilibrio, ma in modo del tutto incomprensibile per i consiglieri e per i cittadini?"
Il consigliere Rizzo ne ha avuto anche per il consigliere Tortelli:
"non comprendo come possa il Consigliere Tortelli che con noi ha votato Donato Liturri Presidente, in mancanza di fatti rilevanti, rivedere la propria decisione di pochi mesi fa e rinnegare la scelta allora espressa liberamente perché adottata senza nulla in cambio".
Consigliere Tortelli che viene paragonato da Rizzo a Enrico IV di Francia:
"Il Consigliere Tortelli, che ci spiegò di essere passato in maggioranza solo perché così gli era stato richiesto dai suoi elettori che invocavano il proprio senso di responsabilità sono certo che ci spiegherà che gli stessi fantomatici elettori (a mio parere assolutamente ignari) formatisi alla scuola di Enrico IV di Francia che pur di assurgere al trono di Francia abiurò la fede calvinista in favore di quella cristiana ed affermò che “Parigi val bene una messa” avranno consigliato al loro rappresentante in Consiglio che un assessorato, di questi tempi, val bene la vergogna di rinnegare le proprie idee e piegarsi ai capricci della maggioranza".
Durante l'ultimo consiglio comunale Rizzo ha anche comunicato di essere iscritto all' Udc e di far parte del gruppo Democrazia e Futuro.
Per chi volesse propongo qui interamente l'intervento di Luigi Rizzo.
Buona lettura!
LUIGI RIZZO: Intervento per il Consiglio Comunale del 4.11.2011
Voglio aprire questo mio intervento evidenziando che con rammarico prendiamo atto da cittadini e da Consiglieri che se questa maggioranza dedicasse alla collettività e agli interessi di Noicattaro la metà del tempo che dedica a tenere in piedi i vari pezzi che la compongono e a risolvere le liti e le beghe interne Noicattaro starebbe decisamente meglio.
Come abbiamo già avuto modo di rimarcare nei precedenti Consigli Comunali i limiti della vostra coalizione priva di qualsiasi fondamento politico e programmatico ma legata solo da beghe e interessi personali emergono in ogni seduta di Consiglio.
Dopo le dimissioni del Sindaco al primo Consiglio Comunale, la sostituzione di due assessori nei primi due mesi di consigliatura, siamo convocati oggi per la vostra necessità di risolvere un ulteriore problema personale che nasce dalla necessità di trovare una poltrona per il Consigliere Pino Fonzo. Mentre i noiani da mesi attendono di vedere almeno un atto della Vostra amministrazione che serva a risolvere anche uno solo dei problemi che riguardano la collettività, Voi avete pensato bene di convocare il Consiglio Comunale per risolvere l’ennesimo problema interno nella speranza che serva a tenervi in vita per altro tempo, fino a quando non si presenterà l’esigenza di affrontare, magari anche con urgenza, la prossima grana interna. E nel frattempo non abbiamo segnali in merito alle vostre decisioni su come organizzare la raccolta dei rifiuti (avete solo sospeso la gara bandita dal Commissario Prefettizio), su come gestire i tributi locali (avete solo prorogato l’affidamento alle Gestione Tributi), su come affrontare la grana della riscossione delle somme dovute dagli affidatari dei lotti all’interno del PIP (avete solo inviato delle lettere richiedendo somme che sono risultate già a prima vista esorbitanti e non dovute tanto che tra gli interessati si è costituito un comitato che annuncia battaglia senza sconti o riserve). Nessun segnale giunge su come intendete regolamentare i tributi locali per far quadrare il bilancio del comune. Nulla.
Non è stata intrapresa alcuna iniziativa in tema di agricoltura. L’agricoltura per voi non esiste. Qualche giorno fa durante il Mac Frut di Cesena ero con alcuni Consiglieri ed assessori presso il comune per un incontro della 3^ Commissione Consiliare. Da Cesena alcuni soci della mia OP mi hanno telefonato e trasmesso alcune fotografie che ritraevano lo stand del Comune di Rutigliano in quella fiera, allestito per promuovere l’uva da tavola di Rutigliano. Noicattaro quando si parla di uva da tavola ormai, tranne per la presenza di alcuni operatori del settore, non c’era e non c’è mai. Quel che è più interessante dire in questo Consiglio è che con i presenti, ripeto Consiglieri e Assessori della maggioranza, ci siamo interrogati sul perché il nostro comune non fosse presente. Nel corso della nostra chiacchierata è emerso che nessuno di noi sa chi svolge il ruolo di assessore all’agricoltura. Noi a Noicattaro non conosciamo l’assessore all’agricoltura perché è come se non ci fosse.
Mentre accade questo, mentre il paese è di fatto senza guida perché anche il Sindaco è come se non ci fosse (non risponde a nulla in Consiglio, figuriamoci se risponde ai cittadini), i noiani notano solo un iperattivismo del Vice sindaco per questioni assolutamente inutili e marginali come le strisce blu o le rotonde.
Degli altri componenti della Giunta e delle loro iniziative per questioni di interesse generale non sappiamo nulla.
Mentre la crisi economica si fa sentire anche nel nostro paese e mentre sarebbe necessario sapere come intende intervenire il Sindaco e la sua maggioranza per rilanciare le attività nel nostro comune, noi assistiamo stupiti e sbigottiti solo alla guerra spietata verso i commercianti di ortofrutta colpevoli di voler esporre i loro prodotti anche all’esterno dei loro locali commerciali per tentare di guadagnare qualche euro in più per mandare avanti le loro attività. A proposito di questo, peraltro, nasce spontanea un’ulteriore considerazione. Io non so se in questo momento scegliere la via del rigore e della “tolleranza zero” sia la soluzione migliore per far fronte alle esigenze dei noiani. Io penso che, data la situazione di crisi e difficoltà una maggiore tolleranza ed elasticità avrebbe aiutato i cittadini e soprattutto le aziende e i commercianti. Tuttavia ammesso che la linea dura, il rigore e la tolleranza zero siano la scelta della maggioranza, non riesco proprio a comprendere come mai questi principi siano imposti ai malcapitati automobilisti colti con l’auto in divieto di sosta e ai commercianti che occupano con qualche cassetta di frutta lo spazio antistante il loro negozio e non siano affatto applicati all’amministrazione comunale quando vi è da indire le gare per l’affidamento del servizio di igiene urbana o per la gestione dei tributi comunali dopo la scadenza degli affidamenti e dopo finanche la scadenza delle proroghe concesse senza gara. Come si può essere rigorosi e intransigenti per un’auto in divieto di sosta o qualche cassetta di frutta e verdura fuori posto e ignorare completamente che le leggi vigenti impongono di affidare i servizi locali con gare trasparenti? Come si può essere attenti al lavoro degli ausiliari del traffico preposti al controllo delle strisce blu assegnando loro alcuni Vigili Urbani perché nessuna contravvenzione sfugga e non preoccuparsi degli aspetti oscuri del nostro bilancio comunale nel quale importanti poste in entrata e in uscita appaiono e scompaiono miracolosamente a seconda delle esigenze di equilibrio, ma in modo del tutto incomprensibile per i consiglieri e per i cittadini? Noi abbiamo un’altra idea dell’amministrazione e della trasparenza e soprattutto altre priorità.
L’art. 97 della Costituzione impone all’amministrazione, a tutte le amministrazioni, anche quelle locali come il comune, di improntare la propria azione all’imparzialità e al buon andamento. Vi sembra che voi operando come innanzi detto stiate rispettando tali principi?
In questo contesto e in presenza di questi problemi che sarebbe lungo elencare, ma che i noiani conoscono bene, il Sindaco Sozio e la sua maggioranza non trovano niente di meglio da fare che litigare al loro interno alla disperata ricerca di poltrone e soprattutto di indennità da incamerare.
Voi state dimostrando di essere solo attaccati alla gestione dei posti in Giunta e delle altre poltrone disponibili come quella di Presidente del Consiglio Comunale. Poltrona che oggi, con un’azione palesemente piratesca ed illegittima, come dimostreremo più avanti nel corso della discussione, state tentando di usurpare calpestando norme di legge e di regolamento, principi consolidati nella giurisprudenza amministrativa e finanche il buonsenso.
Questa è una maggioranza senza scrupoli che sta quotidianamente dimostrando di non avere alcuna attenzione per gli interessi generali ma di avere a cuore solo la propria sopravvivenza, la spartizione delle poltrone (soprattutto se con indennità di funzione) e la gestione del potere fine a se stesso. Se aveste convocato il Consiglio o la Giunta per almeno la metà delle sedute che avete dedicato per salvare la coalizione da un inesorabile tracollo e da una vergognosa disfatta, i noiani avrebbero tratto sicuramente giovamento. Ma nulla di tutto questo è stato fatto.
E veniamo alla questione specifica all’ordine del giorno: la mozione di revoca del Presidente del Consiglio.
Se escludiamo la necessità di dare una poltrona al Consigliere Fonzo rimasto fino ad aggi a bocca asciutta nel festival delle spartizioni che avete organizzato, non vi è alcuna valida ragione per sfiduciare il Presidente Donato Liturri.
La mozione di revoca che avete presentato è un vero imbroglio ed è offensiva per l’intelligenza e la dignità di tutti i Consiglieri Comunali, soprattutto per coloro a cui state chiedendo di votarla. E’ offensiva per la dignità e il decoro che il Consiglio Comunale dovrebbe avere e che tutti noi dovremmo tutelare e garantire con la nostra attività. E’ offensiva per l’intelligenza dei noiani. Nell’accingervi a porre in essere un’operazione piratesca, non avete avuto neppure il coraggio di dire la verità e di dichiarare apertamente che la rimozione del Presidente del Consiglio è necessaria solo a mantenere unita la maggioranza. Non vi è in concreto alcuna valida ragione per sfiduciare Donato Liturri.
La necessità di sfiduciare Donato Liturri nasce da lontano, dalla necessità di rimediare all’incidente che vi è accaduto nel primo consiglio comunale che tutti ricordiamo.
Premesso che Donato Liturri sta svolgendo il proprio ruolo di Presidente con estrema lealtà e correttezza e premesso che è vero quello che affermano i sottoscrittori della mozione di revoca e cioè che il Presidente del Consiglio deve svolgere la propria funzione istituzionale con imparzialità e correttezza, a garanzia dell’intero Consiglio Comunale e a presidio della dignità del ruolo, io proprio non riesco a comprendere come pensate di sostituire Donato Liturri con il dott. Pino Fonzo con questo procedimento muscolare e piratesco pretendendo di garantire a quest’ultimo la dignità e la imparzialità che pure dichiarate che debbano appartenere al Presidente del Consiglio.
Quale dignità ed imparzialità si può riconoscere, noi potremo riconoscere, ad un Presidente del Consiglio che ha conseguito la propria nomina con un colpo di mano tanto illegittimo quanto eticamente scorretto? Basti dire a tal proposito che voi avete gestito l’operazione come se si trattasse di un problema interno alla maggioranza, come si gestisce solitamente la composizione della Giunta e le poltrone di sottogoverno. Il Consiglio Comunale non appartiene alla maggioranza. La nomina del Presidente del Consiglio, così come la sua revoca, non sono prerogative della maggioranza. Il Consiglio Comunale, nell’attuale assetto normativo, è svincolato dalla Giunta ed è autonomo rispetto all’esecutivo. Questo è quello che afferma anche la giurisprudenza amministrativa che tra poco richiamerò.
Voi avete portato l’argomento alla discussione del Consiglio come se il Presidente fosse una emanazione della Giunta. I consiglieri di minoranza non sono stati affatto coinvolti nella procedura di revoca. Sono stati convocati solo per dare validità alla seduta di Consiglio e per dare alla vostra maggioranza arrogante e non rispettosa delle leggi e dei regolamenti la possibilità di far valere i numeri e risolvere un problema politico interno, che nulla ha a che vedere con la reale attività del consiglio e con il suo regolare funzionamento.
Ricordo a tutti che la necessità di proporre la mozione di sfiducia nei confronti del Presidente del Consiglio era già prevista al punto 3 dell’accordo politico che la maggioranza a pezzi dopo l’uscita dei tre consiglieri che hanno costituito il Gruppo Misto ha proposto al Consigliere Tortelli nell’ambito delle trattative che hanno portato al passaggio in maggioranza. Tale accordo esiste da mesi, già da molto prima che il Presidente Liiturri abbia potuto dimostrare le proprie capacità o incapacità e l’equilibrio o la faziosità nel proprio operato di Presidente del Consiglio. L’accordo politico che ha sottoscritto il Consigliere Tortelli all’atto del passaggio in maggioranza è stato reso pubblico a tutti in un manifesto del luglio scorso.
Quello che è opportuno anche rimarcare di tale accordo è che contiene la chiara precisazione (potremmo dire in termini giuridici una affermazione dal contenuto confessorio) che la mozione di sfiducia si rende necessaria perché il Presidente del Consiglio “non è espressione della maggioranza”. A nulla rileva per i presentatori della mozione che la legge imponga al Presidente del Consiglio di non essere espressione della maggioranza e di essere un organismo super partes cui viene chiesto di agire con imparzialità e di assicurare il regolare funzionamento del Consiglio Comunale.
Donato Liturri, per quanto abbiamo avuto modo di riscontrare direttamente partecipando ai Consigli Comunali e alle Conferenze dei Capigruppo, è un Presidente corretto, imparziale e super partes che giammai ha ostacolato i lavori del consiglio o intralciato le azioni della maggioranza. E’ sufficiente a tal proposito ricordare che tutte le volte in cui ha dovuto individuare le date in cui tenere i Consigli Comunali ha sempre privilegiato i desiderata del Sindaco. Io personalmente non ho potuto partecipare allo scorso consiglio comunale perché il Presidente ha preferito individuare una data in cui fosse assicurata la presenza in Consiglio del Sindaco piuttosto che la mia di consigliere di minoranza indisponibile per impegni pregressi che mi avrebbero portato ad essere fuori Bari.
Tenuto conto di quanto detto non riesco proprio a comprendere come abbia il Presidente Donato Liturri potuto mettere in discussione, con il suo comportamento, il ruolo garantistico proprio della sua funzione come affermano i firmatari della mozione.
Del tutto trascurabile e strumentale è il richiamo alla firma da parte del Presidente del Consiglio di alcuni manifesti e volantini. Ciò, come tutti noi ricordiamo, è avvenuto all’indomani della prima crisi della maggioranza, quando per ovvie e comprensibili ragioni lo scontro politico con l’opposizione ha preso corpo come è normale che avvenga in tutti i contesti in cui la politica è parte integrante della vita di un ente. Non credo per esempio sia il caso di soffermarsi, soprattutto con il consigliere di FLI, sull’analisi del comportamento del Presidente Fini che svolge il ruolo di Presidente della Camera dei deputati e che in più occasioni è intervenuto nel dibattito politico nonostante il ruolo super partes ricoperto quale terza carica più importante dello Stato. La situazione che riguarda Donato Liturri, fatte le dovute proporzioni a favore del nostro Presidente del Consiglio che dirige un consesso di gran lunga più limitato, è per molti versi simile a quella di cui ci stiamo occupando. Nessuno in Italia, neppure il Presidente Berlusconi con tutta la sua potenza politica ed economica è riuscito a revocare il Presidente Fini non ricorrendone i presupposti di legge. Con la stessa logica non è giusto che la nuova maggioranza politica che si è formata all’interno del Consiglio Comunale di Noicattaro sfiduci Donato Liturri.
A parte le già espresse perplessità a proposito del consigliere comunale di FLI, non comprendo come possa il Consigliere Tortelli che con noi ha votato Donato Liturri Presidente, in mancanza di fatti rilevanti, rivedere la propria decisione di pochi mesi fa e rinnegare la scelta allora espressa liberamente perché adottata senza nulla in cambio. A meno di non voler fornire la prova provata che tutto è possibile in cambio di un assessorato. Noi insieme al Consigliere Tortelli avevamo votato per Donato Liturri senza pretendere nulla in cambio. Ora la maggioranza, evidentemente desiderosa di affermare i principi di trasparenza, imparzialità e buon andamento, ha chiesto ed ottenuto dal Consigliere Tortelli la promessa di un ripensamento e di un sostegno indispensabile a far passare questa iniziativa piratesca. Il Consigliere Tortelli, che ci spiegò di essere passato in maggioranza solo perché così gli era stato richiesto dai suoi elettori che invocavano il proprio senso di responsabilità sono certo che ci spiegherà che gli stessi fantomatici elettori (a mio parere assolutamente ignari) formatisi alla scuola di Enrico IV di Francia che pur di assurgere al trono di Francia abiurò la fede calvinista in favore di quella cristiana ed affermò che “Parigi val bene una messa” avranno consigliato al loro rappresentante in Consiglio che un assessorato, di questi tempi, val bene la vergogna di rinnegare le proprie idee e piegarsi ai capricci della maggioranza.
Che vergogna!!! Non ci sono altri commenti!!
Costituisce prova di estrema scorrettezza e di vigliaccheria l’ulteriore riferimento alla presunta irregolare convocazione della seduta del 30 giugno scorso. Quella seduta, infatti, fu richiesta in via d’urgenza dal Sindaco e dalla Giunta per introdurre l’addizionale IRPEF per mantenere l’equilibrio di bilancio. Io ricordo ancora il mio intervento in quel consiglio nel quale rimproverai al Sindaco di aver egli creato le ragioni d’urgenza con la sua volontà di rinviare sempre e per quanto possibile tutti i problemi. Nessuna responsabilità può essere addebitata al Presidente del Consiglio per la mancata tempestiva convocazione del Consigliere Anelli. Peraltro, come tutti ricorderemo, in quella seduta di Consiglio la Segretaria Mancini, su mia esplicita richiesta, ci tranquillizzò sul fatto che noi Consiglieri Comunali possiamo ritenerci a piede libero e quindi liberi di muoverci a nostro piacimento non essendo costretti ad osservare il domicilio coatto. Di conseguenza ben può accadere che una convocazione urgente non vada a buon fine nel caso in cui qualche consigliere, beneficiando della libertà di movimento di cui gode da uomo libero, non sia in casa al momento della visita del messo comunale mandando in fumo l’intero consiglio.
Questo accadde anche in occasione del consiglio del 30 giugno allorquando il Consigliere Anelli non ricevette la notifica della convocazione nei termini. Gli unici responsabili di quell’incidente furono il Sindaco e la Giunta che, anche allora occupati da beghe e litigi interni, presentarono in ritardo i documenti per la convocazione del Consiglio Comunale. Nessun ritardo e nessuna responsabilità per l’accaduto, a mio parere, è imputabile al Presidente Liturri per quei fatti.
Per tutto il resto noi tutti siamo testimoni del fatto che il Consiglio Comunale funzione perfettamente, il suo funzionamento viene regolarmente assicurato dal Presidente e giammai sono stati posti in essere da Donato Liturri atti o comportamenti in grado di intralciare i lavori del consiglio e le iniziative della maggioranza.
Questa maggioranza è talmente inoperosa, ingessata e inefficiente che riesce benissimo ad ostacolarsi da sola senza bisogno che altri interferiscano.
Per completezza consegno alcune sentenze dei giudici amministrativi (TAR e Consiglio di Stato) che enunciano principi pacifici secondo i quali la mozione di sfiducia che state presentando è illegittima e non ha alcuna possibilità di sopravvivere dopo l’impugnativa al TAR che il Presidente Donato Liturri ha preannunciato.
Dal momento che la vostra iniziativa potrà dare luogo a responsabilità per danno erariale, e dal momento che tutti i principi dottrinali e giurisprudenziali vi sono contrari, vi lasciamo liberi di procedere come avete deciso. Io e i consiglieri di opposizione non parteciperemo alla votazione e abbandoniamo la seduta.
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