Giovedì 24 Maggio 2012
   
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ANCHE IN AMERICA PROTESTANO GLI INDIGNATI

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Il movimento degli Indignati da mesi porta avanti la sua protesta contro il sistema anche in America.

Durante la scorsa settimana ad Oakland (California – costa Pacifica) e ad Atlanta (Georgia – costa Atlantica) si è giunti allo scontro con le forze dell’ordine che si sono servite di lacrimogeni e di finte pallottole per disperdere la folla di manifestanti.

Ad Atlanta (città in cui vivo) il palcoscenico delle proteste è stato il parco centrale del campus universitario, durante gli scontri con le forze armate si calcola che siano stati imprigionati circa 85 manifestanti.

A causa dei fumi dovuti all’uso dei lacrimogeni e a causa di alcuni poliziotti che me lo hanno impedito non sono riuscito a scattare nessuna foto degli scontri avvenuti.

Ma chi sono gli “Indignati”?

Il movimento degli Indignati è un movimento che è nato sulla base dei principi propugnati dal libro “Indignez-vous” dello scrittore Francese di origine Tedesca Stephane Hessel.

Sono soliti protestare accampandosi nelle piazze delle città ispirandosi a quanto accaduto nella Cairota Midan Al-Tahrir (piazza della liberazione) la scorsa primavera.

Gli indignati protestano contro le banche e i governi, da loro ritenuti i responsabili della crisi, non a caso negli Stati Uniti il focolaio più importante della protesta si concentra attorno a Wall Street.

Rese impopolari dai recenti avvenimenti sui mercati azionari, le banche occidentali si sono trasformate in macchine agglutina-soldi (quelli dei contribuenti ovviamente).

Il primo campanello d’allarme è stato la bancarotta della società finanziaria Americana “Lehman brothers”nel Settembre 2008, considerato il più grande crack finanziario della storia mondiale, visto che all’epoca il debito dichiarato dalla compagnia ammontava a oltre 600 miliardi di dollari.

Gli ultimi scandali sono stati quelli della banca Belga Dexia, irrobustita con 4 miliardi di euro prestatigli dal governo con lo scopo di prevenirne il fallimento.

Lo scorso mese d’ottobre nelle casse delle tre più importanti banche Francesi Bnp, Crédit Agricole e Société générale) è stato iniettato un capitale di 255 miliardi di euro da parte della Banca Centrale Europea.

Com’è evidente il salvataggio delle banche ci sta costando molto caro.

Ma perché gli Stati e i Governi sono così solerti nel coprire i buchi delle banche?

La risposta si chiama Grecia. Il debito pubblico Greco è stato acquistato in larga misura dalle banche di Francia, Germania e Usa. Inizialmente acquistare il debito pubblico Greco non comportava un rischio, fino a quando la situazione economica Greca è arrivata sul punto della banca rotta: in caso la Grecia dichiarasse la banca rotta si procederebbe con l’insolvenza del debito, e tutte le quantità di debito comprate dalle banche dei paesi non verrebbero rifinanziate, e in via di questo legame che unisce a doppio filo banche e Stati, se la Grecia cade cadono le banche e se cadono le banche cadono Francia, Germania e Usa.

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