
Domani martedì 20 dicembre il consiglio comunale prenderà una decisione in merito all’affidamento della gestione dei tributi comunali. Il provvedimento potrebbe dividere l’opposizione dalla maggioranza, e la stessa compagine amministrativa, dalla quale emergono alcune divisioni interne sulla modalità di gestione dei tributi: tra quanti vorrebbero esternalizzare il servizio, affidandolo alla società mista a partecipazione pubblica e privata “Gestione Servizi” e altri che vorrebbero internalizzare il servizio (gestione interna).
L’Assessore alle Finanze Alida PALMIERI sostiene le sue premesse allegando alla delibera una relazione tecnica dalla quale si evince che “L’affidamento esterno alla Gestione Servizi spa, per una durata di cinque anni eventualmente rinnovabili, costituisce la forma di gestione più idonea a garantire e tutelare la Pubblica Amministrazione anche nella prospettiva di economicità della gestione. L’affidamento alla stessa Società di attività ausiliarie alla gestione dei tributi locali, permette all'Ente locale una costante partecipazione nell'attività della gestione, con il potere di meglio indirizzare i propri obiettivi”.
Nella delibera che andrà in discussione domani, l’assessore precisa: “se da un lato la gestione diretta (interna) dei tributi comunali da parte dell’Ente comporterebbe un risparmio economico, la stessa non è realizzabile per la carenza del personale in servizio e per l’impossibilità normativa di assumere altre unità lavorative”.
A sostegno della tesi dell’assessore, abbiamo preso visione del piano industriale 2010-2014 della società mista Gestione Servizi S.p.A. che finora si è occupata del servizio di gestione dei tributi comunali. Il piano è stato redatto dalla PKF.
IL PIANO INDUSTRIALE - La Gestione Servizi è una società mista pubblico-privata nata undici anni fa, inizialmente a partecipazione pubblica del solo comune di Noicattaro. Poi sono entrate le partecipazioni pubbliche dei comuni di Conversano, Alberobello e Valenzano che attualmente detengono rispettivamente il 4% del capitale. Il capitale pubblico, insieme a Noicattaro (39%), resta socio maggioritario con il 51%. La parte privata è di proprietà della società “Censur” e detiene il rimanente 49%.
Nel caso di Noicattaro e dei restanti comuni, la Gestione Servizi (GS) gestisce il servizio riscossione tributi in proroga da circa un anno, poiché è scaduto il contratto. Domani, appunto si deciderà il da farsi per Noicattaro, altrettanto stanno facendo gli altri comuni con la convocazione dei consigli comunali.
Dopo circa due anni di consultazioni tecniche, ora spetta ai consigli comunali, che detengono le rispettive quote di partecipazione, esprimersi in merito alla modalità di gestione dei tributi. Tre le possibilità: internalizzazione del servizio con uscita dalla società mista Gestione Servizi; affidamento esterno a mezzo gara pubblica; affidamento alla Gestione Servizi sempre con “gara d’appalto a doppio oggetto” (così definito dalle nuove norme in materia di società miste).
I RISCHI E LO SCANDALO TRIBUTI ITALIA - La soluzione interna al Comune, come abbiamo già detto è un’ipotesi inattuabile: carenza di personale e impossibilità normativa di nuove assunzioni. Mentre, l’affidamento esterno comporterebbe dei rischi, già sperimentati da altri comuni limitrofi: lo scandalo della Tributi Italia e della società mista Tricom a Polignano (legata alla Tributi Italia da un gioco a scatole cinesi) serva di lezione. Nel caso specifico di Polignano accadeva che il Comune non incassava direttamente le somme, parte delle quali non sono state mai più versate nelle casse pubbliche. Polignano ha rischiato di perdere oltre 2 milioni di euro! La Tributi Italia, società protetta dal Ministero, si è resa protagonista di uno degli scandali più eclatanti del nostro secolo, basti cercare il solo nome della società sul motore “google” per scoprire una enciclopedia di articoli che spaziano tra arresti, fidejussioni fasulle, inchieste e soldi incassati dalla Tributi Italia, spariti e poi dirottati presumibilmente in conti esteri.
Quindi, le due ipotesi sono rischiose. Rimane la terza, quella sostenuta in delibera dall’assessore e dall’amministrazione comunale: affidare il servizio alla GS e restare in quota nella società mista.
La soluzione più conveniente, stando alla relazione e allo studio commissionato alla PKF con relativo piano industriale, con dati e conteggi sui quali torneremo in un prossimo articolo. Ad ogni modo, lo studio della PKF certifica che la Gestione Servizi in undici anni non ha mai accumulato un passivo: il trend per i prossimi cinque anni mette un segno positivo nel bilancio della società mista. Inoltre, la Gestione Servizi garantisce agli enti comunali l’incasso diretto dei tributi; solo in un secondo momento il comune corrisponde le percentuali dovute alla società che gestisce il servizio, e non il contrario, come accadeva sotto l’égida della Tributi Italia.
SOLUZIONE INTERNA: A CHI CONVIENE? - Piuttosto, bisognerebbe aprire una riflessione di ordine politico: Cosa si nasconde dietro i dubbi e le incertezze in merito all’affidamento alla società controllata dallo stesso Comune di Noicattaro, “Gestione Servizi S.p.A.”? I più scettici giustificano dubbi e perplessità adducendo motivazioni di ordine economico: si vuole far passare l’idea che affidando il servizio all’interno si riescano ad accantonare risparmi dell’ordine di 40mila euro circa. In realtà, conti alla mano, i risparmi verrebbero compensati dai progetti obiettivi destinati ai dipendenti comunali (progetti retribuiti per lavoro extra che si svolgono in tutti i comuni che hanno internalizzato il servizio, previsto dalle normative degli enti comunali). Ancora, sarebbe inevitabile il coinvolgimento di altre società esterne per attività complesse (vedi accertamenti).
Dunque, il risparmio con l’affidamento “interno” o “esterno” non c’è: è lecito dubitare che si stia tentando di spaccare la maggioranza, attraverso manovre occulte. Ma perché? Forse vi sono “parenti” e “amici” in lista d’attesa o sul libro paga pronti da assumere al comune? Oppure, qualora questi vi fossero, li si vuole far entrare dall’ingresso secondario delle società esterne (vedi affidamento a concessionarie esterne), com’è accaduto nei comuni italiani vittime della più grande truffa del secolo: Tributi Italia.
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