Giovedì 24 Maggio 2012
   
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GAL, DIPIERRO: NOICATTARO RISCHIO’ L’ESCLUSIONE DAL GAL

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“Noicattaro rischiava di essere esclusa dal Gal, perché possiede parametri economici migliori rispetto ad altri comuni. Può sembrare strano ma è così”. Lo ha detto Vanni Dipierro, il sindaco, nella seconda parte dell’intervista esclusiva, ai nostri microfoni. La prima parte uscirà a giorni a cura di Anna Franca Didonna.

“Il Gal è uno degli strumenti contro la crisi, ma non l’unico. E’ uno dei tanti strumenti che le risorse comunitarie, regionali ci consentono di avviare per risollevare le sorti del nostro territorio”. Dipierro ha illustrato i passaggi burocratici, lenti e faticosi, che hanno portato alla costituzione del Gal (Gruppo di Azione Locale) il 25 gennaio scorso, d’altro canto, il primo cittadino suggerisce altre misure stringenti e innovative per far fronte alla crisi.

I SOCI E GLI INTERESSI - “Questo Gal vanta il numero di soci più alto, 260, cinquanta dei quali solo a Noicattaro. I soci non hanno titoli di relazione rispetto agli altri cittadini del territorio, quindi non c’è alcun interesse particolare. E’ ovvio che le amministrazioni comunali, o le associazioni di categoria, devono fungere da nucleo forte, sono al servizio dei cittadini che partecipano al Gal, sennò non si sarebbe mosso niente. Pertanto, sulle critiche avanzate e su presunti interessi particolari ci andrei molto cauto. Il Gal è innanzitutto un gruppo di azione locale che servirà a ottenere un finanziamento di 10milioni di euro, ma poi bisognerà stabilire le regole perché si possano allocare queste risorse”.

Alcune riserve sul Gal non mancano, tuttavia Dipierro si dice soddisfatto per la prima fase, quasi interamente burocratica: “Non è stato facile gestire un’assemblea di 260 soci e sei amministrazioni comunali. Mi pare, però che alla fine tutto ha funzionato. L’obiettivo prioritario è stato raggiunto con la costituzione del consorzio. Diciamo che si sta arrivando in fondo a questo percorso che il 29 gennaio prossimo si conclude con la presentazione del piano alla Regione. C’è stato un coinvolgimento molto ampio, dai comuni ai singoli e privati, alle numerose associazioni”.

Il sindaco sostiene che il massimo coinvolgimento sia il punto di forza del Gal: “non può essere un punto di debolezza - fa notare - le amministrazioni pubbliche devono moderare eventuali conflitti, che molto spesso sono causa di contrasti personali, più che reali. Non dimentichiamo che tra i comuni c’è Acquaviva che è stato commissariato. Quindi è un consiglio d’amministrazione ampiamente democratico. Il Gal è una struttura importante, che poi dipende da come la si fa funzionare; nel senso che potrebbe andare anche oltre la propria ragione sociale. Il Gal può essere anche un punto di partenza per altri discorsi…”.

Quali discorsi sindaco?

“Il Gal è una delle possibilità. Ci sono anche i bandi regionali per le imprese, per esempio. In questo tessuto economico credo che manchino all’appello le associazioni di imprenditori, non solo in agricoltura, ma soprattutto in altri settori. L’amministrazione pubblica non può fare tutto; può sollecitare, incentivare, ma serve un tessuto imprenditoriale. Ci stiamo salvando dalla crisi grazie all’agricoltura, croce e delizia che ci ha fatto sopravvivere. C’è un tessuto artigianale. Ma gli effetti della crisi non sono mica scomparsi”.

Come si procederà  adesso che il Gal si è costituito?

“Adesso si aprono i tavoli tematici intercomunali. Quindi da quei tavoli verranno fuori le vere personalità. Finita la fase burocratica, penso che ora bisognerebbe fare un’iniziativa pubblica per spiegare quali sono le potenzialità del Gal, perché non le conosciamo neppure noi. Capire che cosa possiamo fare attraverso il Gal..forse è davvero il caso di spiegarlo”.

 

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