Il miracolo non c’è stato. A nulla è servita la proroga concessa dal
Comitato
Regionale F.I.G.C. alla S.r.l. che deteneva il titolo sportivo. L’A.S.
Noicattaro Calcio scompare dal panorama calcistico. Vani gli ultimi
tentativi
operati dagli attuali soci della società rossonera per cercare di continuare a
fare calcio in
Promozione. A vuoto le trattative intavoltate con l’ex presidente del
Polimnia
Michele Calaprice per rilevare il titolo sportivo della città di Polignano a
Mare. A questo punto si riparte con una nuova denominazione dalla Terza
categoria anche se non è da escludere la possibilità di disputare,
attraverso
domanda, il campionato di Seconda Categoria. Resta da capire se l’attuale
assetto societario subirà dei mutamenti. Svanisce una società con oltre 50
anni
di storia che ha rappresentato nel tempo una solida realtà del calcio
dilettantistico regionale e nazionale. Una società che solo cinque stagioni
fa
realizzava il grande salto, riuscendo ad ottenereuna storica promozione tra i
Professionisti (la vecchia C2, l’attuale
Seconda Divisione) militandovi per tre stagioni consecutive. Scompare tra il
silenzio di imprenditori, classe politica, tifosi organizzati e non (questi
ultimi sempre meno presenti con il passare degli anni, pochini persino nelle
domeniche del calcio professionistico, quasi mai
al seguito della squadra nella passata stagione, fatta eccezione per i derby
con il Rutigliano). Restano i ricordi
di annate meravigliose, caratterizzate da successi indimenticabili. Tre su
tutte. La stagione 1996/1997 quando il Noicattaro dell’allora Presidente
Agostino Divella e del tecnico Sergio Notariale fu capace di vincere nella
stessa stagione campionato di Eccellenza, Coppa Puglia e Coppa Italia (quest’
ultima dopo le due gare contro l’Ivrea). Era il Noicattaro dei Cota, Sabini,
Maurelli, Zizzariello, Sangirardi, Antonicelli, Bitetto e Caserta. Nel
recentissimo passato impossibile dimenticare il campionato di Serie D
2006/2007
con la vittoria finale e la conseguente inaspettata prima promozione in C2.
Presidente
Enrico Tatò ed Enzo Del Rosso in panchina. In campo protagonisti indiscussi
calciatori come Sabini e Sangirardi (ancora loro….), Sassarini, Menolascina,
Zotti, Roselli, Suarez e Doria. Ed infine la prima platea professionistica nel
2007/2008: radio e televisioni nazionali presenti ogni domenica al "Comunale",
una larga partecipazione di pubblico sia locale che ospite, la salvezza ed il
lancio di quel Ciccio Caputo che solo un anno dopo avrebbe indossato la
gloriosa maglia del Bari contribuendo con 10 reti alla promozione in A dei
galletti
biancorossi.
Nelle prossime giornate sono attesi sviluppi su
assetto societario e programmi per una nuova, difficile ma necessaria
rinascita.
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Commenti
STAFF LA VOCE DEL PAESE
1) c'è un presidente che decide di "perdere" soldi per una società..e' il caso di Divella e Tatò.
2)c'è una grande presenza di pubblico allo stadio, quindi l'investimento della società è bilanciato dalle entrate del botteghino..è il caso di Andria Barletta Trani ecc ecc
Visto che la presenza dei nojani allo stadio non dipendeva dalla categoria( 200 in c2) nè dal livello della squadra( zotti lucioni caputo ) e non abbiamo un miliardario disposto a "perdere" i suoi soldi è giusto che non ci sia più una società!!
Si è preferito mangiare a casa la domenica, o non pagare il biglietto, o fare l'abbonamento al Bari o alle pay-tv.
Quindi nojano non ti lamentare!!
se gli imprenditori non si vogliono attivare che colpe avrebbe il sindaco?
la crisi c'è ed è per tutti! perchè mai gli imprenditori dovrebbero investire nel noicattaro quando a vedere le partite ci vanno 10 persone e nemmeno paganti????
chi dovrebbe buttare i propri soldi?
io non lo farei... e voi?
ALLA NOSTRA NUOVA AMMINISTRAZIONE CHIEDO UN PO' DI SENSIBILITA' X LE ASSOCIAZIONE CHE OPERANO NEL SOCIALE X LA BUONA CRESCITA DEL PAESE.