
Dopo tre stagioni consecutive tra i Professionisti, il Noicattaro ritorna tra i
Dilettanti. La squadra rossonera, infatti, non è riuscita a compiere la rimonta
dopo il 3-0 subito in terra calabrese nella gara di andata. Una sola la rete
realizzata nella gara di ritorno e dunque a salvarsi è la Vibonese di Galfano.
Nella prima frazione di gara il goal su rigore di Zotti al 6’ e l’espulsione
del calabrese Pascuccio al 37’ avevano fatto sperare i tifosi nojani giunti a
Monopoli. Ma il Noicattaro fa bene solo nel primo tempo dove corre, lotta e
crea tanto (trascinato da un Zotti ispiratissimo) anche se finisce con il non
finalizzare a dovere le diverse occasioni. Nella ripresa è un Noicattaro
stanco, molto meno brillante.
Cala alla distanza, complice un infortunio, il
faro Zotti. La confusione in fase di possesso, la poca lucidità in avanti e l’
inesorabile scorrere dei minuti fanno il resto. Al triplice fischio la gioia di
giocatori e tifosi calabresi si mischia alla disperazione dell’ambiente
rossonero nojano. Una retrocessione che si consuma in queste due ultime gare di
spareggio ma che nasce in estate con la costruzione di una rosa risicata e
troppo giovane e si sviluppa in un inizio di stagione difficilissimo.
Poi la
svolta in positivo a Gennaio con l’ingresso di Giampiero Maci in società e il
concomitante cambio di panchina (via Carella, dentro Trillini) oltre all’
aggiunta di quattro rinforzi di categoria in rosa. Con Trillini il Noicattaro
ottiene 20 punti in 13 partite e il diritto a disputare i play-out in posizione
di vantaggio rispetto alla Vibonese.
Un recupero importante considerato il
fatto che Trillini prendeva in eredità una squadra al penultimo posto, con soli
14 punti. Poi, proprio a pochi giorni dall’inizio degli spareggi, il clamoroso
esonero del tecnico marchigiano per forti contrasti con la dirigenza. Al suo
posto Angelo Sisto. Una scelta poco felice che, a conti fatti, pesa come un
macigno. Tra le due parti c’erano dissidi pesanti, evidentemente, ma con i
quali forse era più giusto convivere per altre due sole settimane per non
rischiare di rovinare tutto (come poi è successo……).
In sala stampa, al termine
della gara, è inevitabile la domanda al Presidente Enrico Tatò: “Rifarei tutto.
Non mi pento assolutamente della decisione presa. Voi dite che con Trillini in
panchina ci saremmo salvati? Nessuno può dirlo. I se o i ma non contano nel
calcio”. Sulle gare di play-out cosi commenta “Facciamo i complimenti alla
Vibonese anche se sono convinto che non siamo inferiori. Retrocediamo dopo due
gare dove abbiamo sciupato tante occasioni. Oggi abbiamo disputato un bel primo
tempo, abbiamo creato molto. Nel secondo siamo calati complice la stanchezza e
la tensione. L’ansia per i minuti che passavano ha complicato le cose”.
Adesso
cosa sarà del calcio nella città del sud-est barese? Alla guida della società
ci sarà ancora Enrico Tatò (che ha più volte annunciato il desiderio di
lasciare)? L’attuale Presidente non si sbottona “Non ho la più pallida idea
di cosa accadrà in futuro. Valuteremo nei prossimi giorni. Al momento non ci
sono possibili acquirenti, nessun imprenditore sino ad ora si è fatto vivo per
iniziare una discussione di cessione della società”. Resta da capire in questo
senso il ruolo che potrebbero avere le Istituzioni nella ricerca di possibili
imprenditori interessati nel caso Tatò lasciasse.
Sugli spalti del “Veneziani”
c’era il Sindaco Vanni Dipierro, al termine della gara scuro in volto come
tutti i tifosi presenti. L’obiettivo di tutti adesso non è più quello di
conservare il Professionismo ma quello di tenere in vita il calcio a
Noicattaro.
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A Brindisi era prevista la Carovana della legalità. - Scrive agli amministrator...
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Commenti
La lezione, a questo punto, deve essere d'esempio per tutti.
I tifosi della Noicattaro calcio devono boicottarli quando in futuro si candidano in politica soprattutto al comune di Noicattaro.
ormai tutti si lamentano in questo paese ma pochi fanno qualcosa di concreto.Quelli che sono i nostri amministratori hanno avuto i nostri voti, non i voti dei rutiglianesi o di altri paesi quindi se non vi vanno più bene presentatevi ad un consiglio comunale e date le vostre opinioni,idee,ecc...
Il calcio ha fatto e farà parte della tradizione nojana e non avere più una squadra a livello professionistico è un danno per tutti, ma solo pochi l' hanno capito.
La NOJA NON SI TOCCA .............
Beh, se si vogliono esporre problematiche diverse, apriamo specifiche discussioni, la Noja, Tatò, i tifosi, la passione, non c'entrano affatto.
E poi, se permettete, lasciateci nel nostro "dolore".
e poi ma quale volano e volano...l'agricoltura sono anni che è in crisi, e non per certo colpa dei comuni, ma per l'inadeguatezza dei nostri territori ad affrontare una concorrenza globale sempre più stringente, e in più ora ci sta la crisi economica...se ci sta qualcuno che potrebbe fare qualcose, quello èil governo centrale, attraverso il ministro all'agricoltura, insieme a quello regionale, in parte...come è stato fatto per le quote latte, ma ops scusate la parliamo di regioni del nord tanto care a questo governo...
Mi piacerebbe vedere il Sig. Sindaco sotto la Regione a protestare con gli agricoltori nojani che ancora una volta sono stati presi in giro perchè la sua amministrazione di sinistra non sta facendo nulla per l'agricoltura locale che è fortemente in crisi.